Disidratazione Un pericolo da evitare a tutti i costi
Una Struttura complessa che conta 49 posti letto, di cui tre (in altrettante stanze singole) dedicate alle cure palliative per il fine vita. Sono i numeri del reparto di Geriatria dell’ospedale...
Una Struttura complessa che conta 49 posti letto, di cui tre (in altrettante stanze singole) dedicate alle cure palliative per il fine vita. Sono i numeri del reparto di Geriatria dell’ospedale civile di Baggiovara, diretto dal professor Marco Bertolotti. Nello staff c’è anche la geriatra e ricercatrice universitaria Chiara Mussi, che affronta il tema della sincope da disidratazione, un caso molto frequente in estate, quando le temperature sono alte: «Purtroppo in estate i casi sono quotidiani - spiega - con veri e propri svenimenti dovuti alla disidratazione. Per questo, visto che convincere gli anziani a bere di più non è facile, faccio sempre notare che il rischio non è solo quello di svenire, ma di cadere… e rompersi il femore, che è una cosa che gli anziani temono decisamente di più. Se “spaventarli” serve a farli cambiare comportamento e a idratarsi di più, insomma, va bene usare anche questo “spauracchio”, anche perché il rischio di cadere, farsi male e finire a letto per un lungo periodo di tempo c’è tutto». E se per idratarsi bisognerebbe semplicemente bere tanta acqua, la dottoressa Mussi fa notare che «oggi esistono anche tante altre bevande, come le tisane fredde, magari senza zuccheri, e gli integratori salini, che possono risultare più gradevoli e portare gli anziani ad abituarsi a bere». Per quanto riguarda il problema dell’ospedalizzazione e delle patologie che possono insorgere, la geriatra fa notare che «bisogna ricoverare solo se c’è bisogno, perché spesso il ricovero fa male all’anziano: per questo, bisogna far capire alle famiglie che non sempre il pronto soccorso è la cosa migliore o la via più rapida, ma è sempre meglio rivolgersi al medico di base. L’ospedale, è solo il piccolo pezzo di una rete di servizi molto più ampia».
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