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Memo riduce l’organico Dipendenti in agitazione

di Saverio Cioce
Memo riduce l’organico Dipendenti in agitazione

Il centro servizi del Comune di Modena passerà a breve da 17 a 13 dipendenti I sindacati: «In pensione quattro colleghi ma dalla giunta silenzio sul futuro» 

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Una lenta asfissia per rendere inevitabile la trasformazione di Memo? È questa una delle preoccupazioni più grosse per i dipendenti del centro educativo del Comune che sono sul piede di guerra dopo otto mesi di trattative andate a vuoto per capire quale futuro attende la struttura che un tempo era un fiore all’occhiello delle amministrazioni in tema di scuola.

«Già da tempo siamo sotto pressione - sottolinea Fabio De Santis (Fp Cgil) - prima c’è stato un avvicendamento su ruoli diversi di due dipendenti e ora se ne andranno in pensione a settembre e dicembre altri quattro. Solo dal punto di vista dei numeri direi che non è poco perdere il 25% della forza lavoro; al momento non c’è pianificazione delle sostituzioni, mettendo così la qualità del servizio. Abbiamo sollevato il problema da settembre ma quando all’inizio di maggio siamo finalmente riusciti ad avere un incontro con i responsabili del Comune ci siamo sentiti rispondere solamente “Ne riparleremo”. No, non va bene. Non è sufficiente per un servizio che ha organizzato 75 corsi di formazione con 3.159 iscritti, che ospita nella sua biblioteca specializzata quasi 3 mila utenti, vende e spedisce in tutta Italia 3.300 pubblicazioni prodotte dalla stessa Memo. Tra l’altro la struttura coordina 229 itinerari scuola-città che hanno visto la partecipazione di oltre 67 mila persone».

«Tutto è nato negli anni ’70 con il Centro di Documentazione Scolastica a cui poi si è unito il Centro Documentazione Handicap all’interno dell’istituto magistrale Sigonio - racconta Paola Santi (Csa - Cisal) - All’epoca si muovevano i primi passi per specializzare gli insegnanti delle scuole d’infanzia che cominciavano a occuparsi dei ragazzi disabili. Non c’erano ancora le leggi che garantivano agli alunni più svantaggiati un insegnamento dedicato; si parlava di insegnanti d’appoggio , ma eravamo a livello pionieristico e tra l’altro tra le prime sperimentazioni in Italia. Visti i buoni risultati poi la struttura si è consolidata e ha ampliato il campo d’azione sino a diventare Memo, Multicentro Educativo».

Il passato remoto e quello più vicino però sono a rischio se il passaggio di consegne non permetterà di consolidare il lavoro fatto. Di qui la scelta dei dipendenti di dare mandato alle tre organizzazioni (FP-Cgil, Cisl Fp e Csa-Cisal) di aprire lo stato di agitazione.

Nell’immediato è partita la lettera al Prefetto per attivare il tavolo di conciliazione ed evitare una contrapposizione netta con la giunta Muzzarelli. «Ce la metteremo tutta per trovare un’intesa - dicono a una sola voce i tre delegati sindacali - Ma se non ci arriveremo e se il Comune continuerà a rinviare bloccheremo gli straordinari e andremo allo sciopero».

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