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Mirandola, pronto soccorso va sott’acqua Sacchi di sabbia e Platis denuncia

Mirandola, pronto soccorso va sott’acqua Sacchi di sabbia e Platis denuncia

 La pioggia non ha risparmiato il Pronto soccorso, nuovamente finito sott’acqua. Ieri sono addiriturra stati posizionati dei sacchi di sabbia preventivi. E dopo numerose segnalazioni...

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MIRANDOLA. La pioggia non ha risparmiato il Pronto soccorso, nuovamente finito sott’acqua. Ieri sono addiriturra stati posizionati dei sacchi di sabbia preventivi. E dopo numerose segnalazioni pubbliche, stavolta il caso arriverà alla Corte dei conti per verificare se gli investimenti post terremoto siano stati realizzati bene. Sarà Antonio Platis a firmare l’esposto.

«Il Pronto soccorso - si interroga Platis (Forza Italia) - è un edificio pubblico strategico? Se sì, non può finire sott’acqua ad ogni temporale. Questi ultimi giorni di acquazzoni hanno dimostrato che la situazione è ben diversa. Se la struttura è “sotto stress” per un fortunale come può rispondere in caso di una piena del Secchia? A metà anni ’90, l’Ausl ha fatto l’errore di costruire un Pronto soccorso sotterraneo che finiva sistematicamente sott’acqua e con un sistema di scoli inadeguato. Gli interventi per l’ampliamento del Santa Maria Bianca costarono circa 20 miliardi di lire.

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Dopo qualche anno, proprio per ovviare all’errore, un’associazione e un facoltoso imprenditore si erano attivati per donare una nuova struttura che potesse ospitare il reparto di emergenza-urgenza. Nel 2011 il direttore Cencetti venne anche in Commissione ad illustrarci il progetto e sosteneva che mancasse solo qualche dettaglio per poter “accettare” la donazione. Dopo pochi mesi, di questo progetto si sono perse le tracce. Come mai? Nel 2012, a seguito del sisma, fu trasferito in un altro padiglione il Ps e successivamente, con i fondi del sisma e delle assicurazioni, il reparto è stato trasferito nuovamente sotto il livello del suolo, spendendo 787mila euro. È evidente che gli scoli e il sistema drenante delle fogne non è mai stato adeguato alle effettive necessità. Oggi depositerò con un’interrogazione per sapere se il Pronto soccorso rientra tra gli edifici strategici ed è stato inserito nel piano di Protezione Civile. A ciò si aggiunge un esposto alla Corte dei Conti. Il quesito è semplice ma cruciale: i 787mila euro sono stati spesi bene per riportare il Ps negli scantinati? Infine esprimo solidarietà ai professionisti che con abnegazione hanno continuato a lavorare con una situazione di difficoltà enorme. Vederli con lo “spazzettone in mano” per liberare i locali dall’acqua è un’immagine significativa».
 

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