Modena. In piazza con Luna e Gnac Teatro, luna park dell’anima
Dopo aver fatto pedalare in scena il ricordo di Alfonsina Strada in “Ruote Rosa” riecco a Modena i due artisti con “Scarpette strette”: Pierino e il lupo a modo loro
MODENA. Lei si chiama Federica, lui, invece, Michele. Hanno anche un cognome ciascuno, sì. Ma è che assieme sono “Luna e Gnac” e fanno teatro e allora il cognome è quello che resta un po’ in disparte, appeso sui cartelloni, alla fine della storia (e anche all’inizio).
Importante, certo il cognome (Michele Eynard e Federica Molteni) ma loro sono Luna e Gnac e fanno quello che fa il teatro. Alza polvere di palcoscenico e porta gli spettatori altrove, li fa ridere, li fa piangere, li lascia a bocca aperta e senza fiato, li porta dentro a storie dove non sarebbero mai entrati. E cambia la prospettiva, il teatro, come in un luna park dell’anima, che al posto della casa dagli specchi deformanti ha le stanze delle emozioni dove ci si specchia. E ci si sorprende pure, a trovarle. A volte. Così come a vedere le fiabe da dietro, o da rovescio, con sguardo nuovo.
Che poi è esattamente quello che accade martedì, a Modena. Già. Perché Luna e Gnac sono in piazza XX settembre a Modena, martedì, alle 17, e speriamo non piova perché non esiste un’alternativa al coperto, ed è la terza volta che spostano la data dello spettacolo. C’è scritto eh sulle locandine, il titolo dello spettacolo. “Scarpette strette”. E forse non è chiaro, che il titolo un po’ inganna, ma martedì, in un attimo, per quella magia del teatro che porta altrove, con la polvere del palcoscenico, ci si può ritrovare dentro a una fiaba musicale conosciutissima.
Ma caspita, la si può guardare e accorgersi che quella fiaba lì, che nelle locandine c’è scritto che si tratta di Pierino e il Lupo e quindi uno si sente preparato, e magari qualcuno è pure andato anche a riguardarsi le versioni animate più famose con il sottofondo delle musiche di Prokofiev e invece no, perché “Scarpette strette” non è quella storia lì. Non racconta Pierino e il lupo o meglio sì che lo racconta ma da un’altra angolazione, con altra voce.
«Ci occupiamo di teatro per bambini, ragazzi, adulti, e spesso i nostri lavori si adattano bene ad età differenti, perché i livelli di fruizione sono diversi e parlano a tutti - spiega Federica - Ci piace mischiare il linguaggio del corpo con le immagini dal vivo e la letteratura. Michele è un fumettista, e spesso in scena usiamo la lavagna luminosa. In una maniera diversa da Gek Tessaro, che è molto pittorico e “sporchevole”. Per noi spesso le immagini diventano, oltre che fondali, attori con cui interagire, e questa è un po’ la nostra specificità. Scarpette strette è una versione molto comica, e con un pizzico di poesia, della fiaba musicale Pierino e il Lupo di Prokofiev.. ma con i ruoli rovesciati. E qui c’è lo zampino di Rodari… E del suo insegnamento! Si tratta di uno spettacolo che mischia il teatro d’attore alla danza e alla clownerie, di quella semplice e potente alla Chaplin… Quello che dalla situazione di disagio e difficoltà, trova la poesia, che sa far ridere e commuovere. Le tensioni personali dei protagonisti e le vicende dei personaggi della fiaba procedono parallele, perennemente in bilico tra ripicche e complicità, per rivelarsi al pubblico nel loro aspetto più autentico: comico e intenso. E così lo spettatore si trova ad assistere ad un doppio spettacolo condotto all’insegna dell’ironia e della poesia, nella migliore tradizione della clownerie, in un gioco di teatro nel teatro. E tutto questo accade perché si scopre che … Manca l’orchestra!». Lo spettacolo ha vinto il premio “migliori attori” al Festival Ribalta 2010, ed è stato finalista e segnalato a numerosi altri festival. In scena ci sono Michele e Federica (con la collaborazione artistica di Silvia Briozzo). Dura 55 minuti ed è adatto a partire dai 4 anni. Loro sono bravi, ma bravi bravi. Forse qualcuno li ha già incontrati. Sono quelli di “Ruote Rosa”. Hanno fatto pedalare Alfonsina Strada, ne hanno raccontato la storia.
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