Rebus piscina coperta Manca un contratto ma i lavori partiranno
Pavullo. Il Pd riapre il caso del progetto fermo da due anni Biolchini: «Presto l’intervento». Oggi apre la vasca estiva
PAVULLO . A due anni dalla lettera con cui la Soprintendenza congelò, con un terremoto, il vecchio progetto della piscina di Pavullo, il nuovo deve ancora essere accantierato. Il caso è stato sollevato in Consiglio comunale dal gruppo Pd della Torre (Stefano Iseppi, Stefania Cargioli e Aroldo Corsini) con un’appuntita interrogazione sullo stato dei fatti.
Ricordando che il nuovo progetto costerà di più (149mila euro per la vasca aggiuntiva e altre correzioni, 175mila per le opere complementari e il consolidamento del versante franoso) il capogruppo Iseppi ha posto tre domande chiave. Intanto, se siano stati sottoscritti tutti i contratti e gli atti prodromici all’avvio delle opere con l’Ati aggiudicataria. Perché il cantiere ancora non si vede. Poi una questione di documenti: se corrisponda al vero che, rispetto alla carta del dissesto utilizzata per le valutazioni di carattere tecnico e geologico, sia stata tenuta in considerazione solo quella del Ptcp e non quella Psc. Quindi, se si abbia notizia dei famosi chiarimenti interpretativi che la Soprintendenza delle Belle Arti e il Paesaggio aveva chiesto al Ministero nel giugno 2016 in merito al vincolo del Galassino che l’aveva portata a bloccare la costruzione dell’impianto nuovo sui campi da tennis. Una situazione di stallo che condusse poi l’amministrazione Biolchini a cambiare progetto e area, disponendo la ristrutturazione dell’edificio esistente.
Biolchini ha risposto che tutti i contratti e gli atti prodromici sono stati sottoscritti, ad eccezione di quello per le opere accessorie, ma la cui stipula è prevista in questo mese. A ruota, partirà finalmente il cantiere. Sulla relazione geologica per la frana attiva, ha precisato che «non risultano differenze tra le carte Ptcp e Psc delle aree interessate, visto che con la variante del 31 marzo 2017 le due carte sono state coordinate».
«Ad oggi la Soprintendenza di Bologna non ha ancora avuto riscontri dal Ministero - ha quindi completato - ma è stata informata e ha condiviso la soluzione progettuale alternativa da noi proposta».
«A una prima occhiata le carte Ptcp e Psc mi sembrano diverse: adesso approfondirò con un accesso agli atti in merito alla variante del 2017» ha ribattuto Iseppi, incalzando poi sull’ultimo punto: «Trovo scandaloso che a distanza di due anni su una questione di questo tipo la Soprintendenza debba ancora avere una risposta dagli organi centrali. Di aree in vincolo Galassino mi pare che ne abbiamo diverse sul territorio, e l’amministrazione dovrebbe tenerci ad avere una risposta per capire come procedere in questi casi, nell’evenienza di altri interventi sia di edilizia pubblica che privata».
Intanto, oggi aprirà la piscina estiva scoperta, che dovrà dunque convivere con i lavori (e la parziale demolizione del vecchio fabbricato) a pochi metri di distanza.
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