«S. Agostino, così non va»
L’associazione degli “Amici” critica l’ iter. «E il consenso unanime non c’è»
«Alla prova dei fatti gli esiti di questa prima fase del nuovo iter del progetto ci hanno deluso». Non è certo un giudizio esaltante, quello che arriva dall’associazione Amici del S. Agostino, sul percorso che piano piano, sta cercando di arrivare al cantiere di riqualificazione dell’ex-ospedale. In una nota l’associazione rileva l’esistenza di molti problemi, di fronte alla prima bozza del progetto «che peraltro doveva essere anticipato rispetto alla definizione degli spazi:».
L’associazionecon una nota non manca di sottolineare che, al di là dei roboanti annunci municipali: «Allo stato attuale il consenso unanime sul S.Agostino non c'è, nemmeno sulle varianti urbanistiche e dovrà esprimersi la Soprintendenza che ha autorizzato unicamente la demolizione di corpi edilizi incongrui degli anni ’50 e ’60, mentre sulle modifiche alla disciplina urbanistica non ha espresso alcun consenso». Questioni che abbiamo chiesto di approfondire a Rossella Ruggeri, esponente dell’associazione.
«Sul progetto culturale vorrei sottolineare due aspetti: la nuova sala dell’Estense prevista nel cortile delle Tenaglie del S.Agostino e il nuovo servizio di accoglienza voluto dalla direttrice delle Gallerie Estensi al piano terra di Palazzo dei Musei».
Partiamo dalla biblioteca Estense.
«È un punto cruciale visto che nella Tenaglia si pensa di portare il pezzo moderno dell’Estense con i libri a scaffale aperto e una sala di lettura da 400 posti. Dovrebbe esserci un ripensamento perché occorre ricordare che oggi in media la biblioteca è frequentata da 4 utenti al giorno. Non possiamo trasformarla in un’altra Delfini, anche perché questa è una biblioteca storica che oggi ha l’accesso vietato ai minori di 16 anni. Corre il rischio di diventare una sala di studio per studenti, ma siamo certi che il Ministero darà finanziamenti e personale che oggi è inadeguato? (all’Estense sono arrivate 2 nuove bibliotecarie)».
La seconda incongruenza della bozza qual è?
«Riguarda la nuova sala di accoglienz a piano terra di Palazzo dei Musei. L’ha voluta la direttrice delle Gallerie Martina Bagnoli e per questo è stata chiusa la ex sala lettura della biblioteca: sarà solo per i musei dello Stato mentre continuerà ad esserci una sala di accoglienza per i musei civici. Dove sarebbe il tanto decantato risparmio nella gestione visto che anche oggi a Palazzo dei Musei ci sono due biglietterie?».
Bozza del progetto culturale da bocciare dunque?
«Attendiamo ancora, del resto è appunto una bozza anche se non è dato sapere quale esperto l’abbia redatta. Ci sono infatti diversi tavoli con esperti e un board, ma non si comprende bene chi l’ha scritta. Non vorremmo passare per dei signor no, anche se rivendichiamo che si è cambiata strada al S.Agostino anche grazie a un nostro documento del 2016. Ma la preoccupazione è che si vada incontro a ulteriori ritardi: secondo noi non è stata scelta la via più lineare per proseguire in questo importante progetto. Era meglio evitare forzature mentre si continuano a cercare scorciatoie».
Com’è costituita la bozza del progetto culturale?
«È in tre parti. La prima descrive la cooperazione tra le varie istituzioni culturali previste nei due palazzi. Qui si parla di risparmio dei soldi nella gestione comune. La seconda parte riguarda le Digital Humanities che attendiamo siano meglio descritte prima di dare la nostra opinione. La terza parte è invece relativa al progetto educativo e formativa ed è fatto piuttosto bene».
Stefano Luppi
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