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Sit-in con mascherine e cartelli: «Basta miasmi, il Comune agisca»

di Agata Patanè Armenia
Sit-in con mascherine e cartelli: «Basta miasmi, il Comune agisca»

San Cesario. Manifestazione di protesta contro i cattivi odori sempre più forti nelle ultime settimane Zanoli (Rinascita locale): «L’amministrazione non collabora». Sola: «Occorre subito un rimedio»

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SAN CESARIO. Una storia infinita quella delle emissioni odorigene a San Cesario, che negli ultimi giorni è riaffiorata a causa dei forti odori percepiti per le strade, tanto da portare i cittadini a scendere in piazza per un sit-in di fronte al municipio.

Mirco Zanoli, del gruppo civico “Rinascita Locale”, spiega la situazione: «Noi siamo qua perché vogliamo segnalare all’amministrazione il disagio di una cittadinanza che viene colpita ormai da quarant’anni da miasmi fetidi provenienti da una fabbrica di mangimi per animali. Le passate amministrazioni non sono state in grado di risolvere la situazione, noi abbiamo cercato di spingere gli enti preposti anche attraverso una petizione in cui abbiamo raccolto circa settecento firme. Purtroppo, l’amministrazione non si è mostrata collaborativa e la questione è ancora aperta. Sarebbero dovuti partire ad inizio mese il naso elettronico e il diario delle puzze, è un progetto che costa 25.000 euro a San Cesario e Spilamberto. L’altro giorno ho telefonato all’Arpae, mi hanno detto che il naso elettronico era pronto ma ancora nessuno del Comune li ha accompagnati per l’installazione, ogni giorno che passa sono soldi pubblici che vanno persi inutilmente, dato che dal primo di agosto non sarà più a disposizione poiché prenotato da altri Comuni». Francesco Sola, altro membro del gruppo “Rinascita Locale” e consigliere comunale sostiene: «Noi come gruppo consiliare troviamo ridicolo che il segretario del PD Christian Mattioli Bertacchini bacchetti la stessa amministrazione PD per un problema che si riscontra da anni ed anni. Questo denota soltanto il nulla politico che viene rappresentato da questi personaggi che non fanno nient’altro che parlare e non concludere con progetti che ci costeranno migliaia di euro, perché la soluzione non sta assolutamente nel mettere un naso elettronico dato che si sa da dove arriva l’odore. La situazione non può continuare così, chi amministra ed i responsabili dell’azienda devono trovare un rimedio».

Una frustrazione sentita anche da membri esterni al gruppo civico, come per Diego Capponi: «Io come cittadino mi chiedo: si sa l’origine delle puzze, da dove vengono, perché ci sono ma ancora si installano nasi elettronici per cercare l’origine del problema, come se non si fidassero di cittadini. Se è nota l’origine delle emissioni, non capisco perché investire tutti quei soldi per nulla, sono soldi pubblici buttati».

Una situazione di stallo ed immobilità non più sostenibile per la cittadinanza, che si è riunita con tanto di striscioni e mascherine per chiedere una soluzione ad un problema che va avanti da troppi anni, con un picchi di odore proprio nei mesi estivi, più caldi ed impietosi per San Cesario e i suoi abitanti.

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