Gazzetta di Modena

Modena

Addio Mbm, fabbrica della moda Arrivano 50 nuovi appartamenti

di Beppe Manni
Addio Mbm, fabbrica della moda Arrivano 50 nuovi appartamenti

In via De’ Gavasseti, al Villaggio Artigiano, demolita l’azienda leader nel settore tra gli anni 60 e 80  L’abbattimento lascia posto al futuro OvestLab, ad attività artigianali e a tre palazzine residenziali

3 MINUTI DI LETTURA





Al Villaggio Artigiano una delle più antiche fabbriche, la Mbm, è stata demolita. I vecchi capannoni, ormai abbandonati dal 2002, erano stati acquistati dai fratelli Marchi della Liu Jo. Verranno costruite tre palazzine con 50 appartamenti.

“Mbm”, cioè: Manzini Braidi Modena. Gino Manzini e la moglie Nella Braidi avevano aperto un laboratorio per confezioni in via Carlo Sigonio. Nel 1960 l’Mbm sbarca al Villaggio Artigiano Ovest in via De’ Gavasseti, dove si erano già insediate un centinaio di imprese. Viene costruito uno stabile di due piani per i nuovi laboratori. L’architettura è diversa e più elegante dei capannoni che, in quel periodo, nascono un po’ disordinatamente nelle vicinanze. L’anno dopo nel laboratorio lavorano già 50 operaie, e nel 1965 la ditta, in piena espansione, si sposta in nuovi capannoni a duecento metri sempre in via De’ Gavasseti. Questa rimarrà la sede definitiva. Alla Mbm lavorano 120 donne nello stabilimento e 100 a domicilio fanno modelli, tagliano, cuciono, stirano, vendono.

Gino, ora deceduto, nel ripercorrere la storia della sua azienda raccontava: «C’erano diverse mansioni che venivano pagate a seconda delle competenze». Nella era l’anima di questa impresa tutta al femminile: «Vendevamo i nostri prodotti alla grande distribuzione ad esempio a Pierre Cardin e alla Rinascente di Milano. Le nostre gonne, andavano a Roma, Firenze, Napoli». Negli anni 70 e 80, le donne sciamavano dalla fabbrica in bicicletta per tornare a casa ad accudire la famiglia. Gli operai si incontravano alla mensa proprio in quello che era stato il primo stabilimento della Mbm ora diventato Scuola elementare, Centro civico con una biblioteca, palestra e mensa operaia. Era un importante centro sociale e politico per i cittadini e gli operai del Villaggio.

Il settore tessile alla fine degli anni 90 per la concorrenza cinese e dei paesi dell’Est entra in crisi. Nel 2002 Mbm chiude i battenti.

Con l’abbattimento del centro civico prima e della Chiesetta del Villaggio poi ma specialmente per la chiusura di molte aziende, il Villaggio ha cambiato fisionomia. Sembra abbandonato.

In verità nuove attività, aziende artigianali, sedi religiose, club ecc si stanno insediando. Da diversi anni l’amministrazione comunale in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio ha studiato progetti: architetti e ingegneri esperti in rigenerazione urbana hanno fatto proposte per ri-abitare il Villaggio ristrutturando, abbattendo, costruendo zone verdi e centri culturali per la riappropriazione di una terra dalla lunga e gloriosa storia.

L’abbattimento dei capannoni della Mbm e il progetto di nuove costruzioni sembra essere ancora una volta un’iniziativa privata. Il Villaggio Artigiano viene colonizzato in modo spontaneo senza tener conto di un progetto organico più generale. Tre novità lasciano ben sperare. Sono state realizzate tre ciclabili che dopo la dismissione della ferrovia collegano finalmente il Villaggio con la Madonnina.

La costruzione del nuovo comparto ex Mbm prevede un 30% di attività artigianali. Specialmente la nascita dell'OvestLab. È un importante spazio culturale in via Nicolò Biondo 86 nel cuore del Villaggio; è una ex officina meccanica gestita da due associazioni culturali: Amigdala e Archivio Architetto Cesare Leonardi. Da qualche anno cerca di far nascere in questi locali aperti ai cittadini una “Fabbrica Civica”, un luogo in cui condividere pensieri e azioni attorno al progetto di riqualificazione del Villaggio Artigiano, una parte della città ricca di memoria che esprime i valori fondanti della nostra città: il lavoro, la cultura artigiana, la comunità. Attraverso il coinvolgimento degli amministratori dei soggetti culturali della città, ma specialmente dei cittadini e degli artigiani del Villaggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google