Gli alunni diventano guide delle meraviglie modenesi
Grazie ai fondi europei Pon una ricerca degli studenti dell’Istituto Comprensivo 7 “In giro” tra i gioielli del centro cittadino utilizzando i Qr Code creati da loro
Investigatori, programmatori, guide turistiche senza licenza… elementare. Così le alunne e gli alunni delle primarie Leopardi e Don Milani si sono mossi “In giro per Modena… tra storia e misteri”. L’Istituto Comprensivo 7 ha trasformato i fondi strutturali europei Pon nel progetto multimediale “L’italiano fa centro”. I risultati sono apprezzabili, ma vanno cercati bene.
Un esempio? I tasselli bianconeri dei Qr Code, realizzati perché siano posti presso luoghi-simbolo di Modena, come la Preda Ringadora, e altri meno noti, come Palazzo Levi. La prima sfida è stata trovarli prima su Google Maps, poi tra le strade. Gli alunni hanno ricercato la storia degli ambienti, dei personaggi, delle tradizioni. In seconda gli studi si sono concentrati sulla Bonissima, la Preda Ringadora e la fontana dei due Fiumi.
«Tutti conoscevano questi luoghi - ha spiegato l’insegnante che li ha seguiti, Anna Perretta - ma nessuno la storia. È stata una sfida ricercare gli aneddoti, soprattutto sulla Bonissima».
Le ricerche hanno portato frutto, come dimostra il sito creato dai giovanissimi. Caricato su una pagina dell’istituto, presenta cinque sezioni tematiche, una per ogni tesoro cittadino riscoperto dagli alunni. Nella parte della Bonissima, è presente un video d’introduzione e un testo sulla traduzione del nome, che risalta su disegni di sfondo. Le immagini altro non sono che le riproduzioni digitali delle creazioni manuali degli alunni. I più grandi, dalla terza alla quinta, hanno analizzato la Fonte d’Abisso e palazzo Levi. «Si sono documentati con ricerche sia in rete sia cartacee - ha aggiunto la maestra Gabriella Lestuzzi, che ne ha coordinato i lavori - scoprendo per esempio che gli affreschi sono stati fatti da Vittorio Neri di Camposanto».
Le informazioni visibili sul sito sono caricabili dagli smartphone con i codici a risposta veloce (Qr) creati dai ragazzi. Una sorta di guida in tempo reale a secoli di storia, sviluppati a misura di bambine e bambini. Per loro è stato affascinante imparare il meccanismo. «Abbiamo chiesto all’inizio cosa fosse il Qr Code portando a scuola scatole di biscotti con l’applicazione - ha ripreso Lestuzzi - e hanno scoperto un mondo: continuavano a portarli». Gli stessi codici sono stati prodotti dopo ore e ore di ricerca. Le fonti sono state le più diverse: libri di scuola, testi della biblioteca, tesi della laurea, racconti. Gli alunni hanno fatto una sintesi, aggiungendo contenuti multimediali come foto, disegni e video. In seguito, tutto è stato condensato nei piccoli quadrati labirintici a tinta bianconera. «Il Comune dovrebbe posizionarli vicino ai monumenti per fare accedere alle informazioni del sito», ha ribadito Lestuzzi. Intanto, gli alunni - guide per un giorno - hanno presentato i lavori a docenti e genitori.
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