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Marano, rifiuti gettati nell’auto del sindaco

Marano, rifiuti gettati nell’auto del sindaco

Macchina del Comune riempita di foglie. Muratori: «Sporgerò denuncia»

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MARANO. L’auto comunale utilizzata dal sindaco di Marano, Emilia Muratori, è stata riempita di foglie e aghi di pino: di spazzatura, quindi. Non si tratterebbe di un atto intimidatorio quanto, piuttosto, di una “vendetta” da parte di qualcuno che evidentemente non deve aver gradito il modo o il luogo in cui il primo cittadino ha parcheggiato la macchina. Il mezzo non riporta simboli direttamente riconducibili all’amministrazione, infatti.

«Ero in un altro comune per un’iniziativa istituzionale (a Castelvetro, ndr). Non ritengo, pertanto, che il gesto fosse rivolto verso di me in qualità di sindaco o contro l’amministrazione - spiega Emilia Muratori - Ho parcheggiato l’auto del Comune dove in una strada un po’ stretta. Al mio ritorno me la sono ritrovata piena di foglie e di aghi di pino. Abbondante materiale di pulizia proveniente da un giardino. Penso che chi ha imbrattato l’interno non sapesse di chi è l’auto. Dai controlli fatti successivamente, abbiamo potuto verificare che non è stato rubato nulla. E non sono presenti segni di effrazione. Chi ha commesso questo gesto è riuscito forse ad aprire la sicura infilando la mano attraverso il vetro del finestrino. Lo avevo lasciato aperto, vista la giornata afosa e visto che la macchina non è dotata di aria condizionata».

Le foglie sono stati gettate dai vandali sia sul sedile del passeggero, sia sui sedili posteriori.

«La puliremo, il danno non è grave - prosegue il primo cittadino - Sporgeró comunque denuncia verso ignoti. L'accaduto però mi inquieta perché penso sia espressione del clima che da un po' di tempo respiriamo, un clima fatto di parole urlate, dette a sproposito, parole utilizzate in libertà, con una leggerezza incredibile, senza riflettere sul loro significato. Un clima in cui il confronto se non è aspro non interessa... E così siamo sempre più arrabbiati con il mondo. Ma personalmente non mi arrendo: credo negli esseri umani».

Serena Arbizzi
 

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