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Pavullo, il centro storico invaso dalle Penne Nere

Pavullo, il centro storico invaso dalle Penne Nere

Mille alpini per l’adunata provinciale. Muzzarelli: «Voglio quella nazionale» Il papà di Padre Sebastiano è diventato patrono della sezione modenese

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PAVULLO. Entusiasmo alle stelle ieri a Pavullo per il gran finale della 76esima adunata provinciale degli alpini che ha chiamato a raccolta quasi un migliaio di penne nere da tutto il modenese. Un appuntamento fortemente voluto dai capigruppo locali di Pavullo (Sergio Fiocchi), Olina (Giancarlo Lovati) e Verica (Giuseppe Fulgeri) nell'anno del centenario dalla fine della prima guerra mondiale, a cui presero parte molti nonni e bisnonni di questi luoghi (e di tutto l'Appennino), in molti casi senza fare ritorno. Alle 10.30 da piazza Toscanini ha preso il via la grande sfilata che ha attraversato tutto il centro fino alla piazza dell'Alpino (per la deposizione della prima corona) e poi a quella del municipio. Centinaia di tricolori messi dal Comune a cornice lungo le strade e tante bandiere sui balconi hanno accolto il passaggio di un lunghissimo serpentone fatto di alpini di tutta la provincia (tra cui i quasi centenari Toni, Bonucchi e Cavani portati su una camionetta, gli ultimi reduci della campagna di Russia) poi forze dell'ordine, sindaci, la consigliera regionale Luciana Serri e anche molta gente comune. «Questi sono i giorni che scaldano il cuore e ricompensano di tante fatiche» ha detto il sindaco Luciano Biolchini nel suo discorso di fronte al municipio. «In un'epoca di grandi cambiamenti, io dico: voi rimanete come siete, continuate a sentirvi alpini dentro» ha esortato Franco Muzzarelli, presidente della sezione Alpini di Modena. Partito con un ricordo di Trento Montanini, il decano alpino pavullese scomparso l'anno scorso, il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli ha rilanciato la sfida di portare a Modena l'adunata nazionale: «Ho un rogo dentro per la mancata assegnazione alla nostra città – ha sottolineato – ma prendo l'impegno a candidare ancora Modena perché si merita, con tutto il suo territorio, un appuntamento del genere». Il dirigente della Prefettura Giorgio Zanoli nel portare i saluti di Maria Patrizia Paba ha riconosciuto agli alpini «la capacità di lavorare nel silenzio, e di essere oggi una grande forza di pace». Dopo i saluti del consigliere nazionale Mauro Azzi (direttivo Ana) e la consegna delle targhe, tutti alla messa celebrata da don Roberto con il generale don Pierino Sacella e padre Sebastiano, testimone al termine di un altro momento speciale: la consegna da parte di Sacella a Franco Muzzarelli di un quadro raffigurante il venerabile Servo di Dio Sergio Bernardini di Sassoguidano. Sì, perché il papà di Sebastiano fu alpino nella Grande Guerra, e ora diventa "patrono" della sezione modenese: «È l'unico alpino della provincia che ha meritato di raggiungere questa importante tappa sulla strada della santificazione – si è sottolineato – e noi alpini modenesi lo vogliamo protettore della nostra associazione provinciale, perché protegga e tuteli il nostro agire a favore della patria».

Daniele Montanari

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