Opera di Basquiat dipinta a Modena all'asta per 9,4 milioni di dollari
All'asta da Sotheby's un Jean-Michel Basquiat «modenese». La casa d'aste internazionale ha annunciato che il dipinto “New York New York”, rimasto nella stessa collezione italiana per ben 35 anni dopo essere stato esposto a Modena nel 1981, sarà battuto a Londra il 26 giugno con una stima di 9,4-13,4 milioni di dollari.
MODENA. All'asta da Sotheby's un Jean-Michel Basquiat «modenese». La casa d'aste internazionale ha annunciato che il dipinto “New York New York”, rimasto nella stessa collezione italiana per ben 35 anni dopo essere stato esposto a Modena nel 1981, sarà battuto a Londra il 26 giugno con una stima di 9,4-13,4 milioni di dollari.
Il quadro è uno dei primissimi in cui l'enfant prodige della Street Art morto di overdose a soli 27 anni, adottò il simbolo della corona a tre punte, simbolo di regalità, di eroismo e della soggettività nera nell'arte occidentale. Un panorama metropolitano che testimonia la transizione dell'artista dalla bomboletta sui muri del Lower East Side alla tela, “New York New York” fu dipinto nell'anno in cui Basquiat cominciò ad essere notato a livello internazionale.
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Il quadro fu creato per la prima personale di sempre dell'artista presso la Galleria d'Arte Emilio Mazzoli di via Sauro, in centro storico a Modena, che anticipò di tre anni il vero debutto americano, nel 1984 da Mary Boone. Mai visto prima d'ora fuori d'Italia, “New York New York” è offerto all'asta dal collezionista che lo acquistò a Modena 37 anni fa.
Mazzoli, proprietario di una galleria che ha fatto la storia dell'arte contemporanea italiana, aveva aperto nel 1977 e già nel 1978 aveva organizzato una mostra leggendaria, «Tre o quattro artisti secchi», con la quale presentò al pubblico modenese artisti come Sandro Chia ed Enzo Cucchi. Su input di Chia, appena arrivato in America, Mazzoli aveva notato Basquiat pochi mesi prima a PS1 nella leggendaria mostra «New York / New Wave», organizzato in una decrepita scuola di Long Island, oggi sezione distaccata del MoMa: «Ero in America in quel momento con artisti italiani, considerati i più importanti al mondo come avanguardia, e frequentavo l'ambiente underground. In un museo alternativo a New York ho visto questo ragazzo che feci venire a Modena nel 1981». Detto fatto: Mazzoli acquistò quadri per 10 mila dollari ma soprattutto invitò Basquiat per la prima volta in Europa. La mostra modenese fu intitolata Samo, dal nome d'arte da writer di Basquiat con il compagno di scuola Al Diaz, e segnò un punto di svolta per il graffitaro di Downtown.
Arrivato a Modena con un rotolo di tele che misero in imbarazzo la dogana, Basquiat si mise al lavoro realizzando una serie di quadri in tempo per il vernissage del 23 maggio 1981. Essendo firmato New York 1981, «New York New York» fu tra quelli che accompagnarono l'artista nella sua prima trasferta oltreatlantico: cattura l'atmosfera della città dove Basquiat, nato a Brooklyn da padre haitiano e madre di Portorico, era cresciuto, una metropoli in profonda crisi e che tuttavia diede vita a una stagione artistica straordinariamente fertile alla fine degli anni Settanta.
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