Bartolacelli si riprende Serra e con lui trionfo della Fornari
Il neosindaco: «I simboli dei partiti hanno fallito. È stato premiato chi è sul territorio» «Partiremo affrontando il problema delle scuole e confrontandoci con i cittadini»
SERRAMAZZONI. È stata la sfida che ha tenuto di più con il fiato sospeso quella di Serra: nel Comune più grande tra i quattro chiamati alle urne (6.581 votanti in otto seggi) solo verso l'1.30 si è capito che la vittoria sarebbe andata a Claudio Bartolacelli (Lista civica Serra), che come Tomei a Polinago raggiunge dunque il quarto mandato (dopo quello parziale 1987-90 e quelli 1992-2002), in questo caso riprendendo il filo 16 anni dopo. È stata una vittoria sudata, perché lo spoglio ha assunto ben presto il profilo di un testa a testa tra lui e Francesca Marzani (5 Stelle). Alla fine il conto si è chiuso con un 38,73% per lui contro il 36,13 di lei: 1.383 voti a fronte di 1.290, uno scarto di 93. Maria Chiara Venturelli col centrodestra si è fermata al 20,11% (718 voti), Simone Gianaroli (“Serramazzoni Bene Comune”, civica sostenuta dal Pd) al 5,01% (179). Nella sfida dei seggi, quattro sono andati a Bartolacelli (Serra 1 e Serra 2 nel capoluogo, Selva e Montagnana), tre ai 5 Stelle (Serra 3, San Dalmazio e Riccò), uno al centrodestra (Varana). Questo in quadro, anche qui profondamente segnato dall'astensione: ha votato solo il 55,81% degli aventi diritto, quando nel 2013 si era raggiunto il 67,20%. Lo spoglio è stato un'altalena continua: primo risultato quello di Riccò andato ai 5 Stelle, Bartolacelli che risponde con Montagnana; poi San Dalmazio di nuovo ai 5 Stelle, ma Bartolaceli prende Serra 1 e poi il 2 e Selva, mentre la Marzani si aggiudica il Serra 3.
Se nel 2013 Bartolacelli aveva raccolto consensi soprattutto nelle frazioni, stavolta a fare la differenza è stato dunque il centro. Verso le 2, dopo l'arrivo di Sabina Fornari (che è stata di gran lunga la più votata: 331 preferenze) la vittoria è stata salutata dal gruppo con brindisi presso la sede in piazza Tasso, e il manifesto di Bartolacelli portato subito davanti al municipio a indicare il nuovo inquilino. «Eravamo convinti di aver lavorato bene e alla fine ce l'abbiamo fatta: i simboli di partito hanno fallito ed è stato premiato chi è sul territorio – sono state le prime parole di Bartolacelli – un ringraziamento particolare a Paolo Toni che ha fatto la parte più faticosa del lavoro». Poi l'arrivo di Tomei, la stretta di mano e la prima analisi: «Sapevamo dall'inizio che sarebbe stata una battaglia tra noi e i 5 Stelle – ha sottolineato Bartolacelli – perché il centrodestra aveva fatto una scelta non efficace, soprattutto per la presenza in lista degli assessori della giunta Rubbiani. Per vincere serviva una squadra ampia, che amalgamasse sensibilità politiche diverse, e il risultato è arrivato. Complimenti comunque anche ai 5 Stelle, che hanno raggiunto un risultato di tutto rilievo a Serra. Ma i cittadini non hanno voluto fare un salto nel buio, e hanno privilegiato l'esperienza, che sarà messa subito alla prova su cose da fare urgenti e difficili, a partire dal problema scuole, sulla cui soluzione ci confronteremo con i genitori. Il primo riscontro per i cittadini però sarà da subito la porta aperta nell'ufficio del sindaco: chiunque potrà venire a parlare con me. Per la giunta vedremo, l'orientamento è quello di fare scelte democratiche tenendo conto delle preferenze». Nei festeggiamenti, c'è stato anche chi si è tolto un sassolino dalle scarpe: «Il risultato ha dimostrato che Bartolacelli era l'unico in grado di raggruppare il centrodestra a Serra – ha detto Fabio Caselli – la dirigenza di Modena, e soprattutto Valentina Mazzacurati, ha voluto fare di testa sua senza conoscere il territorio: questo è il risultato, emblematico nel seggio di Selva, storicamente vicino a Forza Italia, dove con 208 voti abbiamo triplicato quelli della Venturelli». Entro una ventina di giorni dovrebbe essere convocato il Consiglio comunale di insediamento, che sarà fatto sempre di 12 componenti: 8 della maggioranza e 4 dell'opposizione, di cui 3 andranno ai 5 Stelle (Francesca Marzani, Paola Guaitoli e Annibale Artoni) e uno alla Venturelli. Pd fuori per la prima volta.
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