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Tira donna per i capelli: agente a processo

Tira donna per i capelli: agente a processo

Divise due prostitute in via Piave con metodo violento: poliziotto rinviato a giudizio per abuso d’ufficio

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Un agente della Questura di Modena è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio: è accusato di aver utilizzato metodi arbitrari e violenti per dividere due giovani prostitute inferocite e allontanare quella più esagitata dall’auto di un uomo che voleva investirla. L’agente, difeso dall’avvocato Cosimo Zaccaria, comparirà in aula da ottobre: lo ha deciso ieri mattina il giudice al termine dell’udienza preliminare. Si sa ancora poco di questa vicenda, ricostruita nel verbale della polizia municipale, intervenuta sul posto, che è alla base delle indagini successive e quindi dell’imputazione.

La vicenda è avvenuta una sera d’estate del 2016. Siamo nella zona del Tempio. In viale Piave c’è il solito giro di giovani “lucciole” dell’Est Europa che “lavorano” sui marciapiedi. Si avvicina un cliente in auto che attacca bottone con una di loro. Poi improvvisamente si allontana e ritorna a tutto gas cercando di investire la ragazza. Un gesto violento talmente inatteso che immediatamente attira l’attenzione delle altre prostitute che accorrono dalla ragazza traumatizzata (ma non investita).

È a quel punto che viene chiamata la polizia. Arriva una pattuglia della Squadra Volante con l’agente ora imputato. Si tratta di un poliziotto di vasta esperienza professionale, conosciuto in città e conoscitore come pochi delle dinamiche della strada. Ma in quel momento di paura e rabbia, il suo intervento è apparso eccessivo, violento, arbitrario: quando è arrivato avrebbe allontanato la “lucciola” che doveva essere investita trascinandola via per i capelli. In quel momento è arrivato il “protettore”, un rumeno, con una catena in mano. Poi la municipale. Alla fine l’unico denunciato di questa vicenda è stato proprio il poliziotto: l’accusa è stata di aver abusato del suo potere. La vicenda sarà ricostruita in aula: in questo modo sarà chiarita ogni responsabilità. (c.g.)

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