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Bancario rapinato a Mirandola, rubati tutti i Rolex

Bancario rapinato a Mirandola, rubati tutti i Rolex

Mirandola. Inquietante retroscena sul colpo di domenica: i banditi lo hanno pedinato perché sapevano del prezioso bottino

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MIRANDOLA. La rapina di una Bmw in centro storico con relativo pestaggio del proprietario offre uno scenario inquietante. I banditi non avevano alcun interesse sull’auto, ma sapevano invece del prezioso bottino che conteneva. La vittima, infatti, custodiva diversi orologi di pregio e valore, tra cui alcuni Rolex, che erano finiti nel mirino del gruppo d’azione. Quanto avvenuto è ora al vaglio dei carabinieri, che con il passare delle ore - e la titubanza dell’uomo picchiato e derubato - stanno cercando di mettere insieme i tasselli di un mosaico particolarmente complicato, che porta gli investigatori sulle tracce di banditi specializzati.

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LE CERTEZZE

Il bancario 50enne, impiegato in un istituto di credito di Poggio Rusco, è un appassionato di preziosi. È di fatto un hobby costoso, che lo porta nel tempo libero a frequentare fiere e commercianti di oro e orologi. Lo ha fatto anche nel weekend scorso quando è andato - con la sua auto - a Monaco di Baviera dove evidentemente ha fatto affari. Chi conosce quel mondo sa che sulla tratta di ritorno è sempre bene non fermarsi per l’alto rischio di essere vittima di rapina da parte di gruppi senza scrupoli. Ed infatti l’uomo arriva fino a Mantova senza mai fare una sosta. Nella città virgiliana incontra un amico, poi risale sulla Bmw e torna a Mirandola dove, davanti a casa, viene avvicinato dai tre rapinatori che lo prendono a pugni e gli portano via l’auto.

I RITROVAMENTI

Gli investigatori trovano due auto sospette nel giro di qualche ora. La Bmw, priva della targa, ricompare a Finale e durante la perquisizione viene scoperta anche una pistola ad aria compressa di cui il 50enne non riesce a dare una giustificazione. Il monovolume usato dalla banda è invece abbandonato a San Martino Spino. All’interno ci sono decine di custodie di orologi aperte. È ciò che resta del consistente bottino che la banda cercava. I mezzi sono ora sotto sequestro e il Reparto Scientifico sta effettuando un’accurata ricerca di tracce e impronte.

I SOSPETTI

La ritrosia della vittima per alcune ore tiene le indagini congelate, almeno fino a quando, messo di fronte a dati oggettivi - le custodie ritrovate - deve ammettere alcuni dettagli che fino a quel momento aveva cercato di omettere, vuoi per tutela personale o per evitare altri problemi futuri.

Ma gli inquirenti ora temono che l’uomo sia stato a lungo seguito, forse fin dall’uscita dalla fiera di Monaco o comunque sia stato “agganciato” durante il tragitto autostradale. Per arrivare a Mirandola ha percorso le strade normali e i banditi dovevano essere comunque pratici - magari grazie ad un basista o ad alcuni meticolosi sopralluoghi - della Bassa. Non si spiegherebbe altrimenti l’abbandono delle vetture comunque così distanti tra loro e in luoghi isolati. (fd)
 

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