Gazzetta di Modena

Modena

È di un modenese l’opera milionaria di Basquiat

di Michele Fuoco
È di un modenese l’opera milionaria di Basquiat

Il gallerista Mazzoli racconta il periodo in città dell’enfant prodige della street art «Il quadro “New York, New York” comprato nell’81 per un milione e mezzo di lire»

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È di un collezionista modenese l’opera “New York New York” di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) che il 26 giugno sarà messa all’asta a Londra dalla Sotheby’s. L’opera fu acquistata a Modena nel 1981, in occasione della mostra del talentuoso artista presso la Galleria di Emilio Mazzoli. È stato proprio il noto gallerista modenese a proporre, per la prima volta in tutta Europa, il giovane Basquiat (nato a Brooklyn da padre haitiano e madre portoricana), allora ventunenne, che sarebbe poi diventato il più grande protagonista della Street Art.

Il noto gallerista modenese era stato, poco prima, a New York, dove si trovava con artisti italiani considerati i più importanti al mondo come avanguardia e frequentava l’ambiente underground. «In un museo alternativo avevo potuto apprezzare - dice Mazzoli - la straordinaria collettiva "New York / New Wave" di 50 autori. L’ammirazione per la giovane arte mi spinse a comprare opere di Basquiat che portai a Modena dove invitai l’artista per una personale, inaugurata il 23 maggio 1981. Una mostra intitolata “Samo”, dal nome d'arte da writer di Basquiat, composta anche da opere che l’artista realizzò in città. Il quadro “New York New York” venne acquistato, ad un milione e mezzo di lire, da un collezionista modenese. Li ho venduti tutti in quella mostra, consigliando ad un amico di prenderne alcuni. Un quadro così lo poteva comprare, con un po’ di sacrifici, anche un operaio. Basquiat ha dipinto dai 300 ai 400 quadri ed è diventato un mito. Quando c’è stata la mostra gli organi d’informazione non l’hanno nemmeno citata. La gente guarda sempre dopo: la leggenda, la tragedia, il fatto che era nero. È la maledizione dei “grandi” morire a soli 27 anni, di droga, come un disperato. Era stato abbandonato da tutti. Vorrei che fosse ancora vivo e i suoi quadri costassero poco. Mi sono dedicato al mio lavoro anima e corpo, da professionista, per campare, proponendo mostre di autori internazionali. E sabato inaugurerò la mostra di Ross Bleckner, artista altrettanto straordinario».

Il collezionista modenese ha deciso, dopo 37 anni, di affidare alla casa d’aste londinese la preziosa opera. La stima del quadro oscilla dai 9,4 ai 13,4 milioni di dollari. Ma il dipinto, che offre un variegato panorama di elementi metropolitani, con segni primordiali di libera invenzione, fa gola a molti. Un’altra grande opera di Basquiat, nata a Modena , dal titolo “Il diavolo nero” è stata venduta, due anni fa, dalla Christie’s di New York al prezzo di 57,285 milioni di dollari. Mazzoli avrebbe voluto continuare la collaborazione con Basquiat, tanto che l’artista venne a Modena, nel 1982, per una seconda personale. Preparò alcuni quadri nel laboratorio del restauratore Carlo Barbieri, in via Salgari, tra cui l’autoritratto sotto le sembianze del “diavolo” che nel 2016 ha toccato all’asta newyorkese una cifra sbalorditiva. Ma la mostra non andò in porto, perché la gallerista americana Annina Nosei chiese a Mazzoli, che pure aveva scoperto l’enfant prodige, una percentuale sulle opere vendute. Il modenese non accettò. Così l’artista tornò nella “Grande mela” con i suoi quadri.



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