Gazzetta di Modena

Modena

Calcio, amicizia e lavoro fanno gol all’integrazione

di Alfonso Scibona
Calcio, amicizia e lavoro fanno gol all’integrazione

L’impegno di Alessandro Barbieri e dell’associazione San Giorgio dà risultati Migranti inseriti nella squadra e poi aiutati grazie al coinvolgimento di aziende

3 MINUTI DI LETTURA





In tempi di integrazione precaria, trovare esempi positivi è raro. In questo caso con un “lievito madre” di tutto rispetto: il gioco del calcio. Di questo avevamo riferito qualche mese fa, con l'avvio del progetto, nato all'interno dell'associazione sportiva San Giorgio: oggi abbiamo il risultato, con un artefice (certo non da solo) che risponde al nome di Alessandro Barbieri. Il calcio è uno sport che unisce e in questo caso ha fatto sì che un gruppo di ragazzi migranti che vivono a Modena e Magreta, si integrassero con dei sassolesi, diventassero loro amici e, grazie all’impegno che ci ha messo Alessandro, sono diventati anche parte attiva nella società, qualcuno ha continuato ad andare a scuola e chi, invece, aveva l’età per lavorare ha trovato una occupazione. «Sì, e di questo ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato a realizzare questo progetto – conferma Barbieri - in cui i ragazzi si sono uniti molto e sono diventati una vera squadra, non solo di calcio, anche se abbiamo fatto un torneo in Romagna durato 4 giorni e tutti sono diventati più amici. Grazie a qualche sponsor siamo riusciti a trovare un lavoro a un paio di ragazzi. Gli altri vogliamo che finiscano la scuola, chi di italiano, chi da elettricista, chi da meccanico, per poi poter inserire anche loro nel mondo del lavoro».

Un messaggio chiaro e positivo.

«Diamo secondo me il messaggio che chi è stato sfortunato a nascere nel posto e nel momento sbagliato – continua - se viene considerato una persona normale può dare tantissimo a tutti noi come individuo. I ragazzi al lavoro si impegnano, sono benvoluti e sono molto contento di aver fatto questo per loro. Abbiamo intenzione di continuare anche quest’estate a cercare qualche offerta di lavoro e poi il prossimo anno vorremmo continuare ad inserire nuovi ragazzi per continuare questo percorso che, anche se è difficile, dà tantissime soddisfazioni. Vedere loro, uniti, scriversi, telefonarsi e fare amicizia, è una cosa molto bella».

I nomi di qualche ditta che ha accettato di partecipare a questo progetto?

«In primis siamo stati aiutati da due colorifici del territorio – specifica - Esmalglass che ci ha supportato e Def che ci ha aiutato a fare questo tipo di percorso. Poi anche altre aziende del territorio (ad esempio altri colorifici come Spc del gruppo Ferro), tutti hanno portato un piccolo aiuto. Poi un’azienda che si chiama Katinor e si occupa di facchinaggio, ha cominciato ad inserire due ragazzi nel mondo del lavoro grazie all’agenzia interinale Adhr che ha fatto fare ai giovani dei corsi sui carrelli elevatori e la sicurezza. È la sinergia di collaboratori e amici che ci ha permesso di portare avanti questo progetto».

Questi ragazzi in gran parte vengono da Modena?

«Sì, a parte uno che è di Magreta, sono gestiti da Kaleidos – conclude Barbieri – e tutti i giorni fanno avanti e indietro col treno o col pullman. A volte abbiamo difficoltà a portarli a casa quando non ci sono i trasporti. Hanno frequentato la scuola a Modena, fanno diverse tipologie di scuole anche a seconda del loro livello di italiano. Noi li sproniamo molto a parlare perché è fondamentale per trovare un lavoro e sono stati veramente molto bravi perché in 4/5 mesi lo parlano già molto bene. Durante l’estate gli faremo fare qualche lavoretto per vedere se sono integrabili da questo punto di vista».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google