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PRIGNANO. esperti a confronto 

Fauna selvatica e regole

Fauna selvatica e regole

PRIGNANO. È un bilancio molto positivo quello della 23° edizione della Fiera della Gastronomia Montana, l’annuale manifestazione gastronomica organizzata dal Comune e dalla nuova Pro Loco che si è...

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PRIGNANO. È un bilancio molto positivo quello della 23° edizione della Fiera della Gastronomia Montana, l’annuale manifestazione gastronomica organizzata dal Comune e dalla nuova Pro Loco che si è svolta durante lo scorso fine settimana in centro a Prignano. «Oltre a un programma molto vario e articolato – spiega il sindaco Valter Canali – mi ha fatto molto piacere vedere collaborare a questo evento diverse associazioni e realtà del territorio. Ringrazio quindi, per la parte dell’amministrazione, la consigliera Silvia Ennas e l’assessore Matteo Canali, poi le associazioni che hanno collaborato quali la Pro Loco, gli Alpini, la Croce Rossa e l’Unità Pastorale di Prignano Castelvecchio e Saltino. Grazie anche alla nostra polizia municipale, ai volontari della sicurezza e alle aziende agricole del territorio che ci hanno fornito i mezzi agricoli per chiudere le strade e rispettare quindi tutte le normative di sicurezza». Particolare interesse ha suscitato il convegno “Fauna selvatica e territorio. Una corretta gestione”, organizzato dall’Atc (ambito territoriale di caccia) “Modena 2”, al quale hanno preso parte, oltre allo stesso sindaco Valter Canali, il presidente dell’Atc Mo 2 Francesco Lamandini, Maria Luisa Zanni della Regione, Andrea Gaggioli Tecnico Modena commissione Acater Occidentale, Francesco Peloso Tecnico Faunistico Atc Mo2 Centrale e Luciana Serri consigliere regionale. Nel suo intervento Lamandini ha rilevato: «Il quadro legislativo che ci vincola risale ai primi anni Novanta. I cacciatori, peraltro, sono un quarto o un quinto rispetto ad allora, essendo passati da 17 – 20 mila ai 4.000 odierni. E l’età media è in crescita. Ci troviamo quindi di fronte a un quadro legislativo sulla gestione della fauna selvatica troppo datato e a una presenza limitata sul territorio. La Regione dovrebbe dare incentivi ai neo coadiutori o selettori, a chi vuole avvicinarsi all’attività venatoria. Più diminuiscono i cacciatori più aumentano i danni all’agricoltura».

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