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Modena, imprenditore edile ucciso a coltellate

di Francesco Dondi
Modena, imprenditore edile ucciso a coltellate

Il 66enne Raffaele Cavaliere trovato nella sua auto a Gaggio con decine di ferite. Si indaga nell’ambito lavorativo

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Lo hanno trovato morto, con decine di ferite su gran parte del corpo, inflitte con affilati fendenti. Tagli profondi, in particolare sul collo, che danno una prima indicazione sull’accanimento dell’assassino verso Raffaele Cavaliere. L’imprenditore edile 66enne, originario di San Cipriano d’Aversa (Caserta), ma da diverso tempo residente a Modena in via Repubblica di Montefiorino, è stato trovato morto nella notte di martedì. Era riverso sui sedili posteriori della sua auto, un’Alfa 156, abbandonata all’incrocio tra via Emilia e via Mavora, a pochi metri dall’ingresso di Gaggio.

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I SOSPETTI.

Un imprenditore edile, che viene da una zona così calda come quella dell’agroaversano, ha subito insospettito gli investigatori. Ma la pista di un regolamento di conti all’interno dei Casalesi è presto tramontata anche soltanto per la trasparenza di Cavaliere. Il 66enne è incensurato, non ha mai avuto problemi con la giustizia e non c’è alcun potenziale collegamento con la criminalità organizzata. Archiviata - ma solo per il momento - questa ipotesi, così come quello di qualche frequentazione clandestina, ecco che gli inquirenti si sono concentrati su un altro fronte, sempre collegato all’ambito lavorativo. Cavaliere è un artigiano, chi lo conosce lo descrive come una persona appassionata del suo mestiere, senza particolari scheletri negli armadi. Eppure gli inquirenti stanno pensando di restringere il cerchio a questo contesto, magari ad un lavoro non pagato oppure ad una discussione poi degenerata.

LE INDAGINI

L’inchiesta parte martedì sera quando il figlio della vittima contatta la polizia. Sono le 21 e denuncia la scomparsa del padre, che non sente più dalle 15. Una situazione anomala per le loro abitudini e così scattano i primi accertamenti. L’Alfa di Cavaliere è collegata ad un geolocalizzatore satellitare che conduce gli agenti all’incrocio con via Mavora intorno alle 2. Accanto allo stabile che per anni ha ospitato il bar di Bottega Nuova c’è la vettura dell’imprenditore. Lui è all’interno, senza vita, con numerose ferite da taglio sul corpo. Di fatto non viene allertata neppure l’ambulanza perché Cavaliere è già cadavere così come certifica il medico legale chiamato sul posto. In via Emilia arrivano anche i carabinieri (ma l’indagine per competenza spetta alla questura) e il pubblico ministero Marco Niccolini, che si occuperà del caso e apre un fascicolo per omicidio. Con lui lavoreranno tutti gli investigatori della Squadra Mobile della Questura, che avviano subito le indagini. Arrivano gli specialisti della Scientifica, che isolano ogni traccia sull’auto e cercheranno riscontri ematici e soprattutto impronte utili, necessarie ad individuare l’assassino. Perché l’ipotesi è che il 66enne non sia stato ucciso in una zona così aperta e visibile quanto piuttosto via sia stato portato. Sarà quindi necessario visionare tutte le immagini di videosorveglianza che si possono trovare nella zona, in una delle arterie più trafficate della provincia anche in orario notturno.

Nel frattempo, però, la polizia procede anche con le indagini di tipo tradizionale. Per tutta la giornata di ieri sono state ascoltate numerose persone. La loro testimonianza servirà a creare un primo perimetro delle indagini, a stilare un profilo di Cavaliere e soprattutto a creare tutti quei collegamenti utili a individuare quantomeno il movente di un atroce omicidio.

Un contributo utile all’inchiesta lo darà, inevitabilmente, l’esame autoptico sul corpo della vittima. La salma è infatti stata trasportata all’istituto di Medicina Legale del Policlinico a disposizione della Procura, che dovrà dare l’incarico ad uno specialista per un esame approfondito. Solo in quel momento sarà possibile dire con certezza quanti colpi sono stati inferti all’imprenditore e quale è stato letale.

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