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Salvini “apre” il Cpr «Invio i soldati necessari»

di Stefano Luppi
Salvini “apre” il Cpr «Invio i soldati necessari»

Il ministro annuncia i rinforzi la vigilanza nella struttura e la visita a breve in città Muzzarelli: «Non diventi un carcere». Sindacato di polizia: «Servono 100 uomini» 

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«Ho assegnato 30 militari al futuro centro di permanenza per i rimpatri di Modena (Cpr) e sarò presto in città», ha annunciato ieri in Senato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«Lo attendo con piacere - ha ribattuto immediatamente il sindaco Muzzarelli - ma non si trasformi il Cpr in un carcere, tantomeno militare. Servono invece risorse di polizia”. Si scalda il clima politico in attesa dell’arrivo sotto la Ghirlandina del leader leghista, visita che si intreccia con il centro regionale per i migranti che dovrebbe aprire forse entro fine anno. A ciò si aggiunge il sindacato di polizia Siulp che dice: «Con l’arrivo del centro per i migranti servono almeno un centinaio di operatori di polizia, diamo il benvenuto ai militari che però non sono formati per gestire un Cpr».

CPR CONFERMATO. Andiamo con ordine. Ieri mattina il vicepremier e successore di Marco Minniti agli Interni, Salvini, ha affrontato il tema Cpr a Modena, confermandolo con una garanzia: l’ assegnazione al futuro Centro di uno specifico contingente di personale delle Forze armate - l’esercito dunque - per i servizi di vigilanza alla struttura. I militari, infatti, in città svolgono questi compiti ad esempio in Tribunale e piazza Grande; attualmente le donne e gli uomini in divisa con compiti di tutela dei siti sensibili sono 38. «Si tratta della destinazione di forze straordinarie – ha affermato a Palazzo Madama Salvini – che conferma l’impegno a garantire adeguati livelli di sicurezza senza incidere in alcun modo sull’attuale dispositivo di prevenzione già impegnato nel territorio modenese». Poi l’annuncio della visita: «Sarò al più presto a Modena – ha concluso il numero due del governo – per incontrare il sindaco ed assumere le necessarie iniziative che garantiscano il diritto dei cittadini a vivere sicuri e sereni».

LA REPLICA DEL SINDACO. Parole quelle di Salvini alle quali sono rapidamente seguite quelle del sindaco. «Il centro - spiega Gian Carlo Muzzarelli - non può certo essere un carcere, tantomeno un carcere militare. Attendo con piacere il ministro Salvini a Modena, sarà l'occasione anche per un chiarimento, di principio e di merito, su quanto affermato oggi dal ministro relativamente ai 30 nuovi arrivi di personale delle forze armate per i servizi di vigilanza al futuro Cpr». Muzzarelli entra nel merito delle richieste a Roma: «Le nostre condizioni per l'apertura di un Cpr sono note: da quelle di principio, come il rispetto dei diritti umani e il loro controllo da parte delle istituzioni locali, a quelle di merito, come la necessità di personale aggiuntivo professionalmente formato per le esigenze del Centro. Non si deve distogliere nessuno dai compiti di sicurezza della città. Chiederemo quindi al ministro dell'Interno le risposte mancanti e attendiamo nel frattempo che arrivino qui le risorse di polizia che abbiamo letto essere previste nei Piani nazionali per la sicurezza».

I DUBBI DEGLI AGENTI. Sul tema interviene anche Bruno Fontana, esponente del sindaco di polizia Siulp. «Abbiamo bisogno, come ha ribadito di recente anche il Questore, di almeno un centinaio di operatori di polizia per coprire le esigenze del nuovo centro. Diamo il benvenuto ai colleghi militari, ma ci sono incarichi interni all’ex Cie che non possono fare non essendo formati. In particolare gli operatori del Cpr ci chiederanno di essere accompagnati all’interno della struttura, inoltre serve personale per la sala operativa e a gestire l’ufficio immigrazione. I turni sono 5 e i militari fanno la sola vigilanza esterna, dove servono anche una cinquantina di agenti della Mobile per i vari turni». Il Cpr dovrebbe aprire entro fine anno e ospiterà persone, tra cui chi commette reati, che andranno gestite da specialisti dell’ordine pubblico.

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