Via Aristotele, «no» definitivo alle case
Il Comune taglia anche altre tre aree F: via Forlì, Santa Caterina e San Cataldo. Vandelli: «Così si ferma l’espansione»
Dove vorrà andare Modena nei prossimi dieci anni? Dove si costruirà e che cosa? Sono le due domande alle quali risponderà il consiglio comunale entro settembre, quando sarà completato l’avviso pubblico di manifestazione di interesse che obbligherà tutti i proprietari di aree inserite nell’attuale piano regolatore a formalizzare le proprie intenzioni entro sessanta giorni.
La scelta. È il primo vero atto concreto in termini urbanistici di strategia della giunta Muzzarelli, che definisce una volta per tutte i contorni dello sviluppo di Modena e, di fatto, pone fine, almeno per i prossimi dieci anni e fino alla discussione del nuovo Pug - Piano Unico Generale - agli ultimi vent’anni di discussione su Modena dal titolo “Aree F”.
Queste zone di potenziale edificabilità avevano tormentato il passaggio dalla giunta Pighi a quella Muzzarelli. La più famosa, ai tempi dell’assessore Daniele Sitta, era quella di via Aristotele, che scatenò la nascita di comitati e di Modena Attiva contro la costruzione sui pozzi dell’acquedotto. Le aree F che si fermano sono quattro: via Forli, Santa Caterina, strada San Cataldo e appunto via Aristotele.
Quelle che hanno la possibilità di proseguire, grazie al fatto che gli accordi sono stati già recepiti in variante, sono tre: via Fratelli Rosselli, un'altra Santa Caterina, strada Formigina. In questo caso si tratterà di capire se i proprietari intendono avvalersi della possibilità di attivare della residenza.
Per le aree G, dodici sono quelle che possono proseguire, 59 quelle che sicuramente vengono stoppate rispetto al residenziale.
Il procedimento. Lo strumento per la gestione attuativa sarà la definizione di specifici accordi operativi. Ma con l’Avviso, che arriva al termine della fase di ricognizione per consentire di scattare una fotografia delle previsioni del Piano attualmente in vigore, si prendono già alcune decisioni che portano, come detto, a una riduzione significativa delle potenzialità di insediamenti residenziali. Per le aree G e per le aree F i cui accordi di perequazione non sono ancora stati recepiti in variante scatta così lo stop: non sarà ammessa la trasformazione in residenziale. Si tratta complessivamente di una sessantina di aree, tra le quali anche l’area F di via Aristotele, che quindi potranno eventualmente essere utilizzate solo per le destinazioni a infrastrutture ed impianti di interesse pubblico e servizi generali.
La politica. Anna Maria Vandelli, assessore all’Urbanistica, la delibera dell’Avviso martedì l’ha presentata così, senza nascondere la complessità del tema, alla commissione consiliare Seta che si riunisce ancora oggi e probabilmente anche la prossima settimana per completarne l’esame. L’obiettivo è arrivare in aula per il voto entro il mese di giugno in modo da pubblicare l’Avviso in luglio con scadenza intorno a metà settembre.
Poi l’istruttoria, sulla base dei criteri previsti dall’Avviso, il documento di indirizzo e la decisione del Consiglio comunale su quali accordi operativi andare a prevedere concretamente: «Si tratta di un cambio di marcia che chiude una lunga fase di espansione. Si blocca anche la rendita immobiliare, spesso una gabbia per il privato e un costo per le imprese. E si inserisce anche la possibilità, per chi lo desidera, di chiedere di retrocedere dalla programmazione urbanistica la propria area, prevista in espansione nell’attuale Piano, con il conseguente allineamento dell’Imu».
Il quadro generale. L’avviso è rivolto a tutte le situazioni dell’attuale Piano, sia alle 178 individuate nella ricognizione e presentate ai consiglieri con i dettagli sul livello raggiunto nel percorso (accordi in variante, Piani attuativi approvati ma non convenzionati, aree ancora da attuare eccetera) sia alle diverse altre che possono comunque avere un riferimento nella programmazione: «Una volta raccolte le domande - spiega sempre l’assessore Vandelli - avremo il quadro di ciò che può rimanere nella programmazione e l’indicazione sulle priorità è chiara ed esplicita: prima ciò che si trova all’interno del territorio urbanizzato; prima gli interventi di riuso e di rigenerazione urbana, di qualificazione edilizia, di ristrutturazione urbanistica, di addensamento o sostituzione urbana; prima gli interventi che creano valore ambientale (dalla permeabilità dei suoli ai modelli costruttivi a basso consumo energetico); prima gli insediamenti produttivi, non commerciali; prima ciò che era già stato programmato nel Poc come ambito di potenziale trasformazione».
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