«Asma e bronchite sempre più croniche a Modena per smog e fumo»
Il professor Enrico Clini fa il punto sulle patologie polmonari. «Oltre 600 pazienti all’anno. Più problemi per gli over 40»
MODENA «L’inquinamento ambientale - afferma Enrico M. Clini, direttore della struttura complessa Malattie apparato respiratorio degli ospedali e docente di Unimore - è un fattore di rischio anche per il nostro territorio, analogamente a tutti quelli della fascia industriale del nord d’Italia, e i più a rischio sono gli anziani e i bambini. Ricordiamo che i dati ci dicono che la correlazione tra ambiente inquinato e malattie respiratorie e tumori, pur esistendo, non è così diretto per vari motivi legati all'ospite anche se certo il particolato, insieme ad altri fattori, è spesso chiamato in causa nel riacutizzarsi di patologie respiratorie croniche come asma e bronchite. Cresce insomma il rischio legato all'esposizione specie in questi pazienti».
Clini e il suo staff sono reduci da un importante congresso di pneumologia tenutosi in città presso il complesso di San Geminiano durante il quale è stato trattato lo stato dell’arte nell'ambito di alcune condizioni e patologie del sistema respiratorio: «La nostra disciplina è in continua evoluzione - spiega il professore - e oggi ci occupiamo soprattutto di affezioni come malattie delle vie aeree di grado avanzato, della cura e gestione specialistica della insufficienza dell’organo, della diagnosi precoce e cura delle pneumopatie diffuse del polmone. Ogni anno riceviamo nel nostro reparto oltre 600 pazienti di cui un centinaio in area intensiva specialistica, e siamo collegati con gli operatori specializzati e i medici specialisti che operano in altre strutture della provincia, poco meno di 25 nei centri di Modena, Sassuolo e Mirandola».
Dottore torniamo all’inquinamento, un grave problema per i polmoni?
«Si tratta di un fenomeno costante nei paesi industrializzati e senza dubbio ha un suo impatto sulle patologie del polmone. L’impatto è maggiore d’inverno in quanto al particolato e alle altre particelle ‘sospese’ nell’aria si aggiunge l'effetto del riscaldamento nelle abitazioni e nelle fabbriche. L'esposizione prolungata o non protetta certamente incide nella insorgenza di sintomi acuti e, a lungo andare, al rischio di sviluppare malattie croniche».
Che fare?
«Importante, ma non semplice è la prevenzione ed è utile la protezione individuale. Per esempio si possono utilizzare mascherine e dispositivi come filtri che proteggono le vie respiratorie».
Come fare prevenzione?
«Non è semplice pianificare interventi sicuramente efficaci nella popolazione sana, di sicuro è molto utile intervenire nei soggetti che già hanno sviluppato malattie croniche, del polmone e extra-polmonari. La tosse insistente è un sintomo che consiglia di ricorrere al medico, anche se certi effetti infiammatori e patologici si possono rilevare a lungo andare. Anche la predisposizione genetica gioca un ruolo non secondario da questo punto di vista nei singoli individui».
A danneggiare i polmoni è anche il fumo.
«Certo, anche perché è uno stimolo infiammatorio che si collega a molte malattie del cuore e dei vasi e che, a livello polmonare può aumentare anche il rischio di sviluppare tumori. Il fumo di sigaretta rappresenta un rischio elevato per un terzo di individui, dopo i quarant’anni, per la insorgenza di bronchite cronica. Il messaggio generale è quindi smettere di fumare e monitorare la funzione respiratoria, con un esame non invasivo detto spirometria, negli individui più a rischio o ammalati».
Meglio le sigarette elettroniche?
«La nicotina c'è e questi dispositivi hanno solo il vantaggio di non fare inalare prodotti di combustione a elevato rischio cancerogeno. Ma gli effetti si potranno vedere tra anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
