«L’espansione è finita Ora solo rigenerazione»
L’assessore Anna Maria Vandelli toglie ogni dubbio sugli sviluppi residenziali «Su Vaciglio nessuna accelerazione. In estate la definizione dei primi 125 alloggi»
«L’Avviso pubblico rappresenta un vero e proprio appello rivolto a tutti coloro che hanno previsioni nell’attuale Piano, in particolare quelle introdotte attraverso accordi, in tutto o solo parte adempiuti da parte del privato. Con questo provvedimento, in vista della definizione del Pug, il Piano unico generale, si chiude un lungo periodo di espansione nella programmazione e ciò che verrà realizzato nella fase di transizione prevista dalla nuova legge regionale dovrà rispondere principalmente a obiettivi di rigenerazione urbana, contenimento del suolo e riqualificazione di aree dismesse o a rischio degrado».
L’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli riassume così gli obiettivi del provvedimento che ha iniziato il percorso di approfondimento in commissione consiliare e che approderà in consiglio comunale entro giugno tracciando una nuova strategia.
Partiamo dall’area più eclatante: via Aristotele. È il caso che provocò più di una crisi nella precedente giunta: come siete arrivati a dire “no” alle case?
«Siamo probabilmente tra le prime città ad attuare la legge regionale che si propone la riduzione del consumo di suolo, passando dai proclami e dagli annunci ai fatti. Via Aristotele sarà forse il più eclatante, ma non rimarrà certo il solo. Come abbiamo spiegato più volte, è un cambio di direzione difficile, perché non possiamo scrivere su un foglio bianco, come vuol far credere qualcuno. Però partiamo davvero e arriveremo in porto, tagliando il consumo di suolo e disegnando il futuro di una Modena ancora più attraente e sostenibile».
È un «no» definitivo per i prossimi dieci anni, ma il Pug (Piano Urbanistico Generale) che il Comune andrà a comporre potrà riproporre residenze in via Aristotele?
«L’area F di via Aristotele in espansione, così come tutte le F e le G dove gli accordi di perequazione non sono ancora stati recepiti in variante (una sessantina di casi), non possono partecipare all’Avviso per la trasformazione in residenziale, quindi stop per i prossimi anni. Con la nuova legge, ciò che è in espansione e non rientra nella fase transitoria torna territorio rurale, salvo eccezioni per convenzionata ed Ers. Ma l’idea di città che abbiamo per il Pug non prefigura ulteriore espansione residenziale, se non attraverso la rigenerazione, che costa ma è una sfida che Modena può cogliere».
Stessa cosa potrà accadere anche nelle altre aree F oggi bloccate?
«Vale lo stesso ragionamento per tutte le aree in espansione. Per lo sviluppo di Modena ora le priorità sono il riuso e la rigenerazione urbana, la qualificazione edilizia, la ristrutturazione urbanistica, l’addensamento o la sostituzione urbana. Le porte rimangono aperte, però, per le aree da riqualificare e per gli insediamenti produttivi, di carattere non commerciale. All’occupazione, possibilmente di qualità, non vogliamo rinunciare».
Bper, proprietaria con la sua società immobiliare della zona di via Aristotele, così come gli altri proprietari delle aree F “stoppate” non potranno rivalersi sul Comune in un qualche modo?
«Le aree F e G non sono tutte uguali, a cominciare da quelle con varianti già recepite o meno, ed è diverso il livello di tutela degli interessi dei proprietari. Come abbiamo visto anche rispetto a Vaciglio, ci sono situazioni sulle quali intervenire è complicato in quanto esporrebbe il Comune a un ingente esborso economico. Con l’Avviso, però, sollecitiamo i privati a presentare domande e piani di fattibilità concreti. Chi non lo farà vedrà ridurre la propria posizione giuridica e non potrà addebitare al Comune alcunché tanto meno rivalersi sull’ente pubblico. Ogni nuovo Piano poi ha ampie facoltà di rivedere le previsioni, la fase transitoria è quindi uno strumento per allineare le scelte dentro un quadro di concreti obiettivi pubblici».
A settembre, secondo i piani dell’avviso pubblico, il Comune avrà non più solo le idee ma anche il quadro chiaro nero su bianco su ciò che succederà a Modena nei prossimi dieci anni: lei che idea ha?
«Con la ricognizione abbiamo “fotografato” 178 casi diversi, specificandone il livello raggiunto nel percorso, poi ci saranno decine di altre situazioni. Vedremo quali verranno concretamente presentate e su quelle faremo, con il Consiglio comunale, le valutazioni sulle priorità, a partire da ciò che si trova all’interno del territorio urbanizzato. È detto esplicitamente che le proposte che prevedono l’attuazione di comparti in espansione verranno postergate, un termine giuridico per dire che saranno le ultime a essere prese in considerazione. Ci auguriamo, invece, sia interpretata efficacemente l’esigenza di ridurre il consumo di suolo e di creare maggiore valore ambientale (dalla permeabilità dei suoli ai modelli costruttivi a basso consumo energetico, fino alle desigillazioni) e si colga l’opportunità di migliorare la progettualità di iniziative che magari sono ferme da anni, adeguandole a questo nuovo contesto».
Pensa si tratterà di una pausa nell’espansione in attesa del prossimo Pug?
«Di certo in questa fase andremo a ridurre in maniera significativa le potenzialità di espansione previste dal vigente Piano, ma anche il Pug sul quale stiamo lavorando sarà costruito in coerenza con le finalità contenute nell'Avviso, frutto della stessa visione della città. Con l’eccezione, ribadisco, per eventuali opportunità di insediamenti produttivi capaci di generare occupazione».
Rispetto ai bisogni che avete intercettato e al quadro ad oggi a vostra disposizione, pensa che nelle aree F dove non sorgerà residenziale (via Aristotele e affini) possano invece sorgere altri servizi seguendo la vocazione di quelle aree?
«Sino all’adozione del nuovo Pug per le aree F e le aree G rimangono ovviamente le destinazioni a infrastrutture e impianti di interesse pubblico e servizi generali. Anche alla luce delle domande che verranno presentate in seguito all’Avviso, valuteremo eventuali proposte su quelle aree, sempre avendo ben chiaro che devono offrire risposte a bisogni di rilevante interesse pubblico e conformarsi agli obiettivi di qualità urbana e ambientale, così come di mobilità sostenibile che sono alla base di questo provvedimento».
C’è chi interpreta lo stop alle aree F sopra citate come la compensazione all’accelerazione su Vaciglio: fantapolitica?
«Su Vaciglio non c’è stata alcuna accelerazione, anzi. Abbiamo rallentato il percorso di un progetto per migliorarlo in modo significativo ascoltando i suggerimenti dei cittadini e arrivando a ridurre le altezze degli edifici, a inserire quote maggiori di verde urbano e addirittura un vero e proprio bosco, ad anticipare le opere legate alla viabilità rispetto alla realizzazione, che sarà graduale, dei primi alloggi. E oggi facciamo concretamente quello che abbiamo detto in settembre: andiamo a ridurre in modo significativo l’ulteriore previsione di alloggi in città. Per una volta c’è coerenza anche nella fantapolitica».
A proposito di Vaciglio: prossimi passi?
«Entro l’estate, dopo l’approvazione in giunta delle controdeduzioni alle osservazioni alla variante, porteremo in Consiglio la convenzione per il social housing, sulla base del nuovo regolamento. I primi 125 alloggi che verranno realizzati nel comparto insieme alle opere di viabilità e gli interventi idrici, infatti, fanno parte di questa tipologia di abitazioni con affitto a prezzi calmierati, destinata anche a giovani famiglie e persone che vengono a Modena per studiare e lavorare».
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