Modena. Omicidio Cavaliere, fermato il socio della vittima
Il movente sarebbe legato a un grave problema economico. L’accusato è Pietro Ragazzo: la Scientifica analizza un cutter
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MODENA. Venti ore per dare un volto al sospettato dell’omicidio. Quattro indizi di peso presentati al giudice delle indagini preliminari per convalidare l’arresto in carcere in modo da impedire qualsiasi tentativo di inquinare le prove. Il caso non è chiuso, è stato detto anche dal procuratore capo Lucia Musti e dal capo della Squadra mobile della polizia, dottor Marcello Castello; anzi, è agli inizi: c’è tanto da ricostruire e da capire dietro il delitto di Gaggio. Ma per l’orribile morte di Raffaele Cavaliere, imprenditore edile 66enne ucciso da decine di coltellate, per ora tutto convoglia verso il socio, Pietro Ragazzo, 50 anni, residente in zona Musicisti. Un uomo tenuto d’occhio da subito, appena i familiari hanno dichiarato il mancato rientro a casa di Cavaliere. Era risaputo che tra lui e il socio della Millenium Srls di via Pergolesi corressero cattive acque a causa di problemi economici irrisolti la cui natura sarà oggetto di un capitolo di questa indagine. Ora, è stato detto in Questura, ciò che conta è far sì che il sospettato non intralci o manipoli le indagini.
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A incastrare Ragazzo ci sarebbero, come detto, quattro indizi precisi. Il primo arriva dalle immagini della videosorveglianza stradale lungo la Via Emilia: i fotogrammi inquadrano la presenza dell’Alfa con il cadavere caricato sul retro. I tabulati delle celle telefoniche indicano a quell’ora e in quel punto il telefono del sospettato. Più importante, il gesto ingenuo dello stesso socio della vittima: a tarda notte chiama una persona - che ora è testimone chiave di questa indagine - per chiedere un passaggio. Quella persona arriva a prenderlo proprio in via Mavora al lato del bar tabaccheria dove era già parcheggiata l’auto col cadavere. Terzo indizio: il cutter. È un coltellino che lo stesso Ragazzo avrebbe aiutato a ritrovare: era tra le sue disponibilità, come ha detto il capo della Squadra Mobile. Il cutter sarà analizzato della Scientifica che fin dal primo momento dell’indagine si è rivelata importante per l’avanzamento della conoscenza nelle indagini coordinate dal pm Marco Niccolini.
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Ragazzo, invece, non ha ancora parlato.
Passando ora al movente, come spiegato dalla Musti e da Castello, non è mai stato alcun dubbio intorno al problema economico irrisolto. Cavaliere godeva infatti di una ottima reputazione nell’ambiente dell’edilizia: originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta), mai un problema con la giustizia, era stimato e considerato un artigiano edile di qualità. Nel corso degli anni aveva variato le sue attività aprendo nuove società. Oltre a quella col figlio Antonio, la Edil Prefabbricati di Ravarino, nella quale il figlio è amministratore mentre Raffaele era solo consigliere e socio di minoranza, era Ragazzo il suo altro socio nella Millenium Srl semplificata di via Pergolesi. È qui che si dovrà scavare per far luce sul rancore che Ragazzo avrebbe maturato per lui. Il secondo aspetto da chiarire sarà la dinamica dell’omicidio. Come pare evidente, l’omicidio non è avvenuto nel luogo del ritrovamento del corpo.
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Né Cavaliere sarebbe stato ucciso in auto. Ammazzato furiosamente con decine di coltellate al collo e al torace, con una notevole dose di sadismo, Cavaliere ha perso moltissimo sangue che però non è sulla scena del crimine. Lo hanno confermato i controlli successivi della Squadra volante. Dove è stato ucciso? L’assassino ha preso l’auto della vittima, ha caricato il cadavere dietro e lo ha portato in un punto trafficato a ogni ora: perché lì? Secondo l’ipotesi della polizia e della Procura, avrebbe addirittura chiamato un conoscente per farsi venire a prendere aspettando accanto all’auto col cadavere, segno di improvvisazione. Ma i due si erano incontrati poco prima, nel pomeriggio o di sera, per parlare d’affari o è avvenuto qualcosa di diverso? E poi ci sono da fare l’analisi di laboratorio, il controllo delle celle telefoniche e delle utenze e tanto altro. Insomma, siamo all’inizio. Resta il fatto che dal ritrovamento del corpo, alle 4.30 di giovedì mattina, al fermo del sospettato, a mezzanotte e mezza di ieri, sono passate solo venti ore e il delitto di Gaggio prende corpo.
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