Il caso della mannaia: «Legge inadeguata»
I vertici Siulp intervengono dopo la difesa del procuratore Musti: «Interpretazione con severo rigore»
Arriva addirittura da Roma la replica del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia, Siulp, alle parole del procuratore capo di Modena, Lucia Musti. Musti ieri aveva difeso l’operato del pm, chiarendo che l’uomo fermato dai poliziotti era già libero perchè, pur avendo una mannaia, non l’aveva utilizzata.
Il Siulp definisce le dichiarazioni della Musti «un apprezzabile contributo ermeneutico» e poi torna sul problema: «Sono proprio le sue parole a confermare l’inadeguatezza di una legislazione che, come da tempo invano andiamo affermando, non prevede opportune risposte all’inquietante allarme sociale provocato da condotte di sconcertante gravità. Una situazione disarmante che ingenera un irrecuperabile disagio tra gli operatori delle forze dell’ordine, oggettivamente impossibilitati a dare soddisfacenti risposte alla legittima e sacrosanta richiesta di sicurezza e garanzia della pacifica convivenza che i cittadini, parimenti inascoltati, invocano. Ma c’è evidentemente qualcosa di stridente in un sistema che consente ad un criminale di conclamata pericolosità sociale di poter circolare liberamente armato di una mannaia senza che nei suoi confronti sia possibile azionare una qualsivoglia forma di coazione. E questo vale, beninteso, più in generale, per tutti quei casi che destabilizzano l’opinione pubblica ed accrescono la percezione di insicurezza dei cittadini, e per i quali l’ordinamento giuridico non fornisce soluzioni praticabili nell’immediatezza».
Il Siulp chiude tornando sull’interpretazione del caso modenese: «Non solo la legge, nei confronti di chi non ha nulla da perdere, non appronta risposte punitive adeguate. Ma pure si presta ad essere interpretata con severo rigore nei confronti dei poliziotti che sono sistematicamente sottoposti ad un draconiano vaglio del loro operato. Interroghiamoci sul perchè siamo lasciati soli».
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