«Industria 4.0, ecco le leve per non perdere occupati»
«Servono contrattazioni territoriali, sgravi fiscali e investire sulla formazione» Martedì a Modena un evento sul tema con Bentivogli, Bianchi e Massagli
“4.0 La nuova rivoluzione industriale” è il titolo dell’ultimo saggio di Patrizio Bianchi, assessore regionale al lavoro, e dà anche la denominazione a un evento organizzato per martedì prossimo da Lapam Confartigianato Modena - Reggio Emilia e dal sindacato Cisl: l’appuntamento è fissato per le 21 al Baluardo della Cittadella di Modena in piazza Giovani di Tien An Men. Con gli ospiti presenti si cercherà di spiegare quale impatto sta avendo la quarta rivoluzione industriale sul tessuto economico locale e come si sta muovendo Regione Emilia Romagna per accompagnare imprese e lavoratori nei nuovi paradigmi imposti da Industria 4.0. Ne parleranno il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli; l’assessore a lavoro e formazione professionale della Regione Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi; il presidente di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi per gli studi sul diritto del lavoro e le relazioni industriali, Emmanuele Massagli.
Per fare il punto sull’argomento della serata e sull’impatto della quarta rivoluzione industriale sul tessuto economico locale abbiamo intervistato Carlo Alberto Rossi, segretario generale Lapam Confartigianato.
Spieghiamo la chiave per lo sviluppo della manifattura.
«Un nuovo modello di relazioni basato su esigenze comuni - risponde Rossi - Ci troviamo di fronte a un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Chi non innova perde occupazione, chi innova può crearne. Per sostenere la sfida di Industria 4.0 dobbiamo far leva su più punti: dalle relazioni sindacali all'implementazione della contrattazione territoriale per costruire percorsi di crescita rivolti a imprese e lavoratori che credono ed investono in formazione e tecnologia».
Le altre leve?
«A livello nazionale la riconferma degli sgravi contenuti nel Piano Industria 4.0, a livello regionale l'attuazione del Piano Agenda Digitale nei tempi stabiliti da Regione Emilia Romagna, cioè entro il 2020. In più, un investimento incrementale sulla formazione, partendo dai più giovani».
Con quale formula?
«Attraverso una formazione adeguata, continua, specializzata. Una formazione che faccia incontrare realmente i giovani e le imprese. Anche su questo fronte sono stati fatti passi avanti che vanno consolidati ma che richiedono aggiustamenti. Mi riferisco ad Alternanza scuola lavoro che va confermata dall'attuale governo, premiando le aziende disposte ad accogliere e formare gli studenti superiori con sgravi tangibili. Oggi è necessario iniziare a lavorare formandosi e continuare a formarsi durante tutta la vita lavorativa. E va superato un preconcetto».
Quale sarebbe?
«Quello radicato nell'opinione di chi vede l'impresa come luogo di conflitto piuttosto che di sviluppo e benessere comune. La sfida lanciata da Industria 4.0 non passa solo dall'innovazione tecnologica. Dobbiamo adottare modelli di relazione tra imprese, lavoratori e società civile di tipo partecipativo. L’impresa del futuro non è solo quella che rinnova il parco macchine ma che sa offrire sviluppo alle persone e al proprio territorio».
Come interpreta questo cambiamento la sua associazione?
«Lapam sta affrontando questi temi su più livelli. Penso alla piattaforma di servizi digitali per le imprese chiamata "Digital Lapam" o al recente "Matching Day 4.0", l'iniziativa con cui le imprese della meccanica, della meccatronica e dell'Ict locali hanno potuto scegliersi tra loro via internet e incontrarsi in una giornata di appuntamenti B2B. O ai tanti momenti formativi e di confronto che portiamo avanti con il mondo delle istituzioni, locali, regionali e nazionali, come il convegno degli imprenditori e dirigenti a Bardolino».
E arriviamo all'appuntamento di martedì prossimo.
«Quello di martedì è un altro confronto pubblico che la nostra associazione offre sui temi di Industria 4.0. Lo facciamo in collaborazione con Cisl nell’ottica di un modello di relazioni che tenda a un rinnovamento critico e al passo coi tempi. Vogliamo dialogare, imparare e far crescere i nostri imprenditori e i loro dipendenti».
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