Le Partecipate nel mirino del Ministero
«Non si comprendono le procedure». Contestate le assunzioni di alcuni dirigenti tra cui il comandante della Municipale
Ci sono rilievi sulle assunzioni di dirigenti importanti del Comune, in particolare dei settori tecnici e della Municipale.
Ci sono altri rilievi che mettono sotto la lente la gestione del personale di enti partecipati come Amo, CambiaMo, Fondazione Cresciamo, ForModena, Fondazione teatro Pavarotti, Asp Patronato Figli del popolo, Fondazione San Paolo San Geminiano, Asp Charitas.
E poi, come la Gazzetta ha già anticipato, ci sono i rilievi sui premi assegnati all’ufficio legale del Comune.
La relazione che alcuni mesi fa hanno steso gli ispettori del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) si concentra ad esempio sul personale, su assunzioni e premi. Molti lavoratori, tra l’altro, sono sul piede di guerra, con i sindacati che marcano anche alcune differenze nel loro agire: in particolare la Uilfpl contesta l’accordo sulla riduzione del 26% del fondo dei premi economici per “coprire” parte dei 7 milioni di euro che gli ispettori Mef contestano al Comune.
L’ente locale, in attesa delle “controdeduzioni” per le quali ha tempo quattro mesi fino a fine luglio, ha “secretato” la relazione Mef. L’amministrazione dovrà dare risposte convincenti soprattutto dove gli ispettori parlano di «evidente contrasto» con la normativa vigente e di mancata comprensione su alcuni passaggi amministrativi.
Società partecipate. Gli ispettori spiegano che le amministrazioni pubbliche socie di questi enti debbono fissare provvedimenti e obiettivi specifici, ma “Nessun atto di indirizzo (delle controllate citate sopra) è stato prodotto dal Comune. Neanche gli obiettivi specifici annuali e pluriennali sul complesso delle spese di funzionamento risultano prodotto, in evidente contrasto” con la legge. Inoltre gli esponenti ministeriali spiegano che tra le “collaborazioni viene esposto minuziosamente il sistema di valutazione dei docenti e dei collaborazioni esterni, ma non si comprende quale sia il sistema di selezione degli stessi”. Gli esperti governativi fanno in queste pagine tutta una serie di riscontri rispetto a chi lavora negli enti partecipati e criticano non poco le scelte organizzative degli anni scorsi. Scrivono, ad esempio: “non si comprende quali siano le procedure semplificate” di alcuni atti.
Selezioni dirigenti. In altra parte della relazione ministeriale c’è una “stangata” forte a metodi di selezione attivi da anni a Modena. In particolare gli ispettori ricordano che in alcune occasioni di reclutamento dei dirigenti esterni è il sindaco a scegliere un candidato da un gruppo, senza graduatoria di merito. Però la “detta scelta si pone in evidente contrasto con il decreto legge 165/2001 e 267/2000 sul principio di separazione delle funzioni di indirizzo da quelle di gestione, da tempo ed energicamente affermato dalla legge”. Secondo gli ispettori, dunque, certe forme di “assunzione” dovrebbero modificarsi. “Si rammenta - continua la relazione - come al riguardo la giurisprudenza amministrativa abbia censurato anche tale pratica in quanto le procedure selettive, pur non essendo assimilabili ad un concorso pubblico in senso stretto hanno comunque natura concorsuale e alle stesse regole debbono adeguarsi. Non è sufficiente quindi che la scelta da parte del sindaco non avvenga sulla base di un rapporto fiduciario: occorre anche che l’ente locale si sia dato in via preventiva dei criteri di scelta concreti e puntuali che escludano spazi di apprezzamento discrezionale”. Con terminologia molto tecnica gli ispettori contestano in particolare le assunzioni per il “conferimento di incarico dirigenziale per l’area educativa, tecnica, sociale, amministrativa, per la promozione della città e del turismo e di comandante della Polizia Municipale”. I tecnici ministeriali ricordano anche che l’autorità Anac obbliga la procedura pubblica comparativa per l’attribuzione di incarichi a tempo determinato.
Posizioni organizzative. Troppe, secondo il Mef, essendo passate dalle 37 del 2012 alle 46 del 2017. Nel caso delle “procuratorie degli avvocati del Comune” è emerso che tra i rilievi figura il fatto che agli avvocati comunali siano stati riconosciuti premi in denaro anche quando non lo meritavano. Il premio economico sarebbe infatti stato riconosciuto anche quando non c’era una sentenza favorevole al Comune o davanti ad altri tipi di accordo.
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