A Magreta i cani “asociali” imparano la convivenza
L’impianto intercomunale “Punto e Virgola” ha 135 ospiti e punta agli open day «A chi vuole adottare chiediamo serietà: riportare l’animale sarebbe un trauma»
Cani e gatti di ogni tipo, dai cuccioli agli anziani, dai più docili a quelli in via di recupero; sono moltissimi gli animali ospitati dal canile e gattile Punto&Virgola di Magreta, provenienti da Formigine, Sassuolo, Fiorano e Maranello.
Gestita dalla cooperativa Caleidos, che è convenzionata con l’associazione no-profit “4 zampe per l’Emilia”, la struttura accoglie 115 cani ed una ventina di gatti.
I cani sono divisi per settori; in quello centrale ci sono quelli di indole più mansueta, ognuno dei quali ha un box singolo. Il canile, però, si occupa anche del recupero di cani asociali che, per il trattamento subito in passato, risultano essere più problematici.
Questi animali, quindi, sono sottoposti ad un processo di recupero da parte di operatori specializzati; poi, la gestione passa nelle mani dei volontari che, attualmente, sono circa novantotto.
In particolare, spiega Alice Perati, coordinatrice del gruppo di volontari: «È attivo un progetto per cani asociali, in collaborazione con la Lav di Roma; partito un anno e mezzo fa, vede il coinvolgimento di circa 17 cani dai problemi comportamentali che, inizialmente, sono stati affidati ad educatori. Poi – continua Alice – vengono dati in gestione a gruppi di volontari, tra cui almeno un componente ha seguito un corso apposito e trasmette le sue conoscenze anche agli altri.»
Ogni anno, al Punto&Virgola, vengono organizzati due open day, con lo scopo di attirare più gente possibile: «Il nostro obiettivo – prosegue la coordinatrice – è di far capire che questo posto non è un carcere, ma un luogo di passaggio in cui arrivano animali che magari hanno dei problemi, ma che poi li risolvono e sono pronti ad andare via. Quindi cerchiamo di far divertire le persone che vengono. Organizziamo giochi a tema, contest fotografici, per far vedere com’è realmente la vita in canile. Inoltre ci servono sempre volontari, non siamo mai abbastanza.»
Anche i gatti hanno tanto spazio a loro dedicato. I più piccoli sono in degenza, gli altri invece, all’interno di un ampio recinto, con una casetta in legno riscaldata in inverno; ci sono poi due altri settori dedicati rispettivamente ai gatti affetti da Aids felina e a quelli affetti da leucemia felina.
Per quanto riguarda l’adozione, viene fatto compilare un questionario, per fare una prima scrematura e capire quali animali proporre in base all’indole e alla taglia: «Prima dell’adozione chiediamo di pensarci bene, perché a volte si agisce spinti dall’emotività. Se un animale viene riportato indietro dopo essere stato in casa qualche mese, però, subisce un trauma incredibile. È per questo che qui non si fanno adozioni a scatola chiusa».
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