Il Guercino ferito Mancano i soldi per finire il restauro
Conclusa a Roma prima fase dei lavori di recupero della tela ma viste le condizioni si allungano i tempi del ritorno in città
La prima fase del restauro del Guercino rubato nell’agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande e ritrovato gravemente danneggiato l’anno scorso, si è conclusa in modo positivo. A dodici mesi dalla sua entrata in “sala operatoria” - l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma, una eccellenza mondiale - il dipinto ritrovato in Marocco dai Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale è ora in attesa di essere sottoposto a un’altra serie di delicate operazioni. Andiamo con ordine, ricordando che a Roma ora sono in attesa di ulteriori finanziamenti che si immagina verrebbero accolti anche se provenienti dalla nostra città. Finora da quando, alcuni mesi fa, i restauratori e gli allievi della scuola di restauro hanno messo le mani sulla tela danneggiata le operazioni fatte sono state infatti delicatissime.
Non a caso i responsabili parlano di condizioni “drammatiche” dell’opera raffigurante la “Madonna con i Santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”. E’ quella che gli esperti definiscono la prima fase, quella della urgente messa in “sicurezza dell’opera” che a Roma è stata utilizzata utilizzando moderni ponti che hanno permesso il lavoro “in piano” dei tecnici. Ma la parte principale è arrivata dopo, quando si è trattato di riposizionare tutti i frammenti che si erano staccati o si stavano staccando dall’opera.
Operazione delicatissima, quest’ultima, perché il dipinto è stato trattato in modo brutale dai rapitori marocchini e molto è andato perduto per sempre. La tela, infatti, è stata tagliata e presenta cadute di colore purtroppo molto estese. “Rincollare” i frammenti, dunque, ha richiesto vari mesi perché ogni frammento con pittura - quasi si trattasse di un complicato puzzle - ha dovuto ritrovare la sua giusta posizione. A seguire è toccato alla “velinatura” della tela, effettuata con carta speciale. Questo passaggio permetterà, quando riprenderanno i lavori sull’opera, di eliminare la vecchia foderatura posta sul retro del dipinto e di aggiungerne una nuova di zecca. Non va infatti scordato che i ladri avevano arrotolato la tela e ciò non ha favorito il mantenimento della vecchia foderatura posizionata in un precedente restauro.
Nel laboratorio romano dove si trova la preziosa opera ancora però non sanno quando il dipinto seicentesco del Guercino potrà essere restituito alla città. I tempi saranno ancora piuttosto lunghi, ma i restauratori dell’Istituto centrale del restauro ci tengono a fare sapere che “non ci siamo dimenticati di certo di questa importante tela, ma le condizioni erano drammatiche e servono tempi adeguati. Sappiamo bene che dobbiamo restituirla presto a Modena”. Che il dipinto di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), conservato da oltre un secolo a San Vincenzo, sia importante per la città è un dato di fatto. Purtroppo, però, prima del furto ben pochi ne conoscevano il valore artistico e l’opera era pressoché incustodita in un edificio sempre chiuso tranne la domenica. Il processo ai responsabili del furto tra l’altro va avanti, ma quando venne rubata l’allarme era disinserito o forse non funzionante. Un particolare non di poco conto.
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