Piazza Matteotti, due i problemi
Il Comitato dei residenti “chiude i battenti” con un lascito: «Risolvete i casi ex-Odeon ed ex Carismo»
Vanno in “pensione” e ci vanno soddisfatti, posto che, se sarà necessario, sono pronti a tornare… al lavoro. Loro sono i rappresentanti del comitato di piazza Matteotti, protagonista negli anni passati di una serie di battaglie per la conservazione della piazza e contro i progetti del Comune, a partire da quello firmato da Mario Botta, con il contestato parcheggio sotterraneo che alla fine è rimasto un progetto chiuso in un cassetto.
Ed è stata proprio la rinuncia ai progetti di riqualificazione che avrebbero comportato grossi cambiamenti per la piazza a convincere il comitato a prendere atto che gli obiettivi sono stati raggiunti e che è arrivato il momento del “rompete le righe”.
A renderlo noto è l’avvocato Marco Ferraresi, portavoce del gruppo di residenti, che annuncia così lo scioglimento del comitato di piazza Matteotti. «Una piazza - spiega l’avvocato - che prima si voleva edificare costruendoci sopra due edifici, uno dei quali da cedere a una fondazione bancaria, mentre in seguito la si voleva “sventrare” per farci un parcheggio interrato, eliminando l’alberatura quarantennale che la ombreggia. Tutto ciò con progetti pagati a suon di milioni alle archistar di turno - ricorda Ferraresi - ma poi, forse per la crisi economica, forse per la tenace opposizione dei residenti, piazza Matteotti è sopravvissuta indenne ai progettati stravolgimenti». Una doppia vittoria, per il comitato, perché poi, «provvidenzialmente rinsavita, l’amministrazione comunale ha ascoltato le indicazioni dei cittadini, facendo quel che in Italia è più difficile: un po’ di decorosa manutenzione, dalle panchine (ancora non abbastanza numerose) all’illuminazione pubblica rinnovata, mentre il selciato è stato rifatto». E visto che impedire lo stravolgimento della piazza era l’obiettivo principale del comitato, «in questi giorni abbiamo deliberato lo scioglimento dopo quattordici anni di attiva vigilanza». Il che non significa che oggi sia tutto a posto, come ricorda l’avvocato Ferraresi: «Il problema principale è quello dell’ex cinema Odeon - spiega - oggi un cantiere abbandonato da anni nel cuore della città, con pericolosi distacchi e la presenza di topi». L’auspicio, dunque, è che qualcosa si muova per fare uscire l’edificio dallo stato di abbandono, così come per l’ex sede Carisbo, «chiusa da otto anni, tanto che l’area oggi è la più critica della piazza dal punto di vista delle frequentazioni e della sicurezza». Tornando al parcheggio sotterraneo, che negli anni passati aveva portato il comitato a raccogliere centinaia di firme, la speranza è che «quel progetto resti effettivamente chiuso in un cassetto, anche perché il timore che il piano possa tornare in auge in parte c’è ancora. Del resto - conclude Ferraresi - noi stiamo andando in pensione felici, ma, se ce ne sarà bisogno, siamo pronti a tornare per difendere ancora la nostra piazza. Una piazza che oggi, ex cinema ed ex banca a parte, è finalmente valorizzata». (l.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
