San Felice, Aemilia, Bianchini, la difesa: "Con la mafia questa famiglia non c'entra nulla"
In corso a Reggio Emilia il dibattimento dove l'imprenditore è a giudizio insieme alla moglie e i tre figli, per quasi 50 anni di carcere chiesti nella requisitoria
SAN FELICE. Colpevole, dunque innocente. Così è - per il suo difensore Giulio Garuti- l'imprenditore Augusto Bianchini, imputato "eccellente" del processo aemilia contro la 'ndrangheta. Nel dibattimento in corso a Reggio -dove il modenese è a giudizio insieme alla moglie e i tre figli, per quasi 50 anni di carcere chiesti nella requisitoria dell'accusa per tutta la famiglia- Bianchini è dunque responsabile di riciclaggio di rifiuti, abuso di ufficio, e falsa fatturazione, spiega il legale. Ma "perlomeno con la mafia i bianchini non c'entrano nulla. Le loro aziende non erano a disposizione della mafia e questa famiglia non ha consentito alla mafia di entrare nella ricostruzione post sisma che è l'accusa più infamante che viene rivolta", afferma Garuti.
Nella prima parte della requisitoria svolta stamattina l'avvocato sottolinea poi il particolare clamore che ha circondato le vicende giudiziarie del suo assistito e sottolinea: "Questo è un processo dei Bianchini. Il pubblico ministero ha parlato per ben tre ore di questa posizione e le parti civili hanno tutte offeso bianchini per diverse ore. Ma lui è stato lì ad incassare e ad ascoltare cosa che ha fatto dal primo giorno di udienza. Bianchini ascolta il suo processo: è rassegnato ma con la voglia di raccontare le sue verità".
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