Savorani: «Sulla Bretella non si fa marcia indietro»
Il neopresidente di Confindustria ceramica striglia il governo sull’infrastruttura «Non si mette in discussione. Chiedono ecologia e vogliono le strade piene di Tir»
Giovanni Savorani, nuovo presidente di Confindustria Ceramica, si è presentato ieri mattina, nella sede sassolese dell’associazione e ha subito preso posizione sulla bretella, tra gli altri temi.
Nato a Faenza 69 anni fa, è sposato, ha due figli e un lungo curriculum legato alla ceramica, iniziato nella sua città d’origine: capo fabbrica,,direttore vendite, direttore generale, tra produzione (Cast e Ceramica di Imola, Ceramiche “La Faenza” e tecnologia (Sacmi). Nel luglio 2006 inizia la sua attività imprenditoriale fondando Gigacer, di cui riveste il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione sin dalla fondazione.
In Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani è membro del consiglio generale dal 2013 e della commissione normazione tecnica; rappresenta l’associazione nell’assemblea del Centro Ceramico. «Sono onorato di essere stato scelto - ha detto tra l’altro - per un incarico di prestigio e responsabilità. Il primo pensiero e il primo obiettivo è quello di non fare marcia indietro su quanto ottenuto in questi anni. L’associazione funziona molto bene grazie all’efficacia nella direzione generale e in quella di Vittorio Borelli negli ultimi cinque anni».
«L’associazione ha ottenuto risultati importanti. Certamente - continua - a cominciare con l’anti dumping per frenare i disegni cinesi sul mercato europeo; faremo qualcosa anche sui mercati americani, insieme agli spagnoli. Ottimo risultato sul costo dell’energia, grazie al lavoro dell'ex presidente Franco Manfredini, con uno sgravio del 45% sulle accise nell'energia elettrica. Serve attenzione per prevenire eventuali danni sia sui prodotti che dal punto di vista finanziario. Trent’anni fa, l’Italia, in particolare l'Emilia Romagna e la Toscana, hanno perso tanti colorifici ceramici, andati n Spagna, per evitare il crollo».
Si cercherà di coinvolgere tutte le forze del territorio: banche, scuole, sindacati, agenzia delle entrate, per arrivare a svolgere la mission primaria, cioè essere ancora i primi al mondo nell'export.
«Lo faremo con la formazione - aggiunge Savorani - e per questo dobbiamo elevare il livello culturale delle forze che si rendono disponibili a entrare nelle nostre aziende. Far decollare corsi di laurea per il nostro settore come ingegneria dei materiali, design, meccatronica, per continuare a vincere le nostre competizioni». Cosa pensa delle ultime prese di posizione del nuovo governo in materia di bretella?
«Non so come si possa mettere in discussione quanto già pronto - conclude il nuovo presidente - e credo che un governo non lo possa fare. Spero che intervenga qualche giudice che dica: questo non lo potete fare. Vogliamo tutti l'ecologia, vogliamo aria pulita? Allora se lasciamo le nostre strade piene di camion stiamo facendo peggio di quello che c’è in giro per le nostre strade. Cinquemila autotreni che girano in un territorio così piccolo è un assurdo. Il nostro più grande competitor, la Spagna, ha eliminato i semafori, con le rotonde, ha le strade a quattro corsie, che collegano celermente i loro porti in pochissimo tempo. Oltre al danno ecologico c'è quello economico. Aver fatto uno scalo merci a Marzaglia e non andarci è un controsenso».
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