Gazzetta di Modena

Modena

Affitti di edilizia popolare Aumenti del 3 per cento

di Enrico Vincenzi
Affitti di edilizia popolare Aumenti del 3 per cento

Prezzi calmierati rispetto al resto della provincia dove le spese salgono I sindacati: «A Sassuolo canoni a livello equo. Buona notizia per le famiglie»

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Se la difficoltà di trovare affitto presso privati, a Sassuolo, è alta, a causa di un’elevata domanda cui corrisponde un’offerta esigua, la situazione non migliora certo quando si parla di edilizia pubblica.

Anche in questo caso la domanda supera l’offerta, e ad aggravare la situazione vi è una politica per la casa che, a livello locale e nazionale, non solo stenta a decollare, ma registra spesso battute d’arresto e passi indietro. Uno di questi, è la legge regionale 24/2001 modificata dalla D.G. 739 del 2017, che ridefinisce i parametri di calcolo del canone di affitto che gli inquilini delle case popolari devono pagare ai Comuni.

«Prima c’era un unico conteggio provinciale - spiega Antonietta Mencarelli, responsabile provinciale di Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) -. Con la nuova legge, sei tu, Unione dei Comuni, che scegli se applicare i parametri minimi o massimi, in base alle tabelle della Regione. Al tavolo provinciale, i Comuni modenesi hanno deciso di applicare, per esempio i costi al metro quadro, orientandosi verso i massimi».

Le conseguenze sono state pesanti: «Ci sono persone che hanno visto aumentare di molto il proprio affitto, anche di duecento euro - afferma la sindacalista -. In molti casi gli affitti sono passati da 54 a 120 euro al mese. In altri casi si è passati da 155 a 254 euro al mese, da 282 a 402, oppure da 168 a 360, quasi duecento euro di differenza». In provincia, le uniche due realtà che non hanno recepito la modifica alla legge regionale sono Modena e l’Unione del Distretto Ceramico, che insieme ospitano quasi metà degli alloggi popolari provinciali. Il Comune di Modena, a inizio aprile, ha emesso una delibera per calmierare gli affitti, seguita dal Distretto, che ha deliberato in materia il 18 di maggio. Nella delibera, sono stati abbassati di 6 euro al metro quadro i prezzi stabiliti dal tavolo provinciale, ed è stato introdotto un canone sociale: per i nuclei con Isee inferiore ai 3000 euro dove sono presenti anziani o disabili, o seguiti dai servizi sociali, una casa popolare costerà 47 euro al mese (il minimo per coprire i costi di gestione), mentre per chi, nelle stesse condizioni, ha un Isee tra i 3000 e i 6500 euro l’affitto sarà di 70 euro al mese. Gli effetti della delibera si vedranno dalla rata d’affitto di giugno, ma i sindacati si dicono soddisfatti: «Siamo riusciti, in due grosse realtà, a modificare il regolamento e a portare i canoni a un livello più equo – commenta Mencarelli –. L’aumento sarà solo del 3%; avevamo chiesto lo zero, ma ci siamo avvicinati. Una buona notizia per molte famiglie».

A Sassuolo, infatti, sono presenti ben 547 dei 6100 alloggi provinciali. La modifica alla legge regionale 24/2001, inoltre, è in fase sperimentale, con un tavolo consultivo che si riunirà, spera Sunia, entro luglio, per valutarne gli effetti. Occasione in cui Sunia, dice Mencarelli, si propone di «riaprire il tavolo provinciale, per poter poi lavorare sul tavolo regionale». Un primo tavolo provinciale si è tenuto nelle scorse settimane, ma non ha analizzato gli effetti della modifica di legge.



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