«Memo ai privati? Il Comune ora parli»
«Non è che qualcuno in Comune sta lavorando per depotenziare e ridurre al minimo la capacità di Memo in maniera da cederlo in gestione ad una società privata per risparmiare sulla gestione?»È nell’ult...
«Non è che qualcuno in Comune sta lavorando per depotenziare e ridurre al minimo la capacità di Memo in maniera da cederlo in gestione ad una società privata per risparmiare sulla gestione?»
È nell’ultima riga di una lunga interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle, lunga sette pagine, che quattro consiglieri di opposizione danno voce ai timori dei dipendenti rimasti a gestire una struttura che per il Comune di Modena offre una lunga serie di servizi agli insegnanti. «Questa giunta intende mantenere la gestione diretta del centro?» chiedono a una voce Marco Bussetti, Luca Fantoni, Marco Rabboni e Elisabetta Scardozzi.
La gestione degli itinerari scuola-città e per 60 mila studenti e una biblioteca specializzata anche sull’insegnamento ai disabili e all’interculturalità sono solo alcune delle attività più importanti di una struttura che si occupa anche di aggiornamento professionale e crediti formativi. Le proteste dei giorni scorsi, con secchi comunicati firmati da tre sigle sindacali, hanno portato alla luce un’asfissia silenziosa che ha portato alla riduzione del personale, sino al prossimo giro di vite in arrivo con la perdita di altre tre unità che andranno in pensione in tempi brevi.
Neppure il tentativo di conciliazione in Prefettura è riuscito a superare il muro di silenzio sul futuro della struttura. «È da un anno che abbiamo chiesto di sapere quale sarà il futuro di Memo dopo oltre trent’anni di lavoro d’avanguardia tra le strutture educative a livello nazionale - hanno detto i dipendenti, che domani si riuniranno in assemblea per decidere le forme di agitazione - Il Comune ci ha parlato di un piano che nessuno ha visto». Ed è proprio su questi punti che s’incunea l’interrogazione M5S per chiedere come si vuole risolvere la carenza di personale in arrivo, quali criteri hanno portato a scegliere come responsabile di Memo l’ex direttore del S.Filippo Neri, Massimo Fiorani e se c’è la volontà di rilanciare il centro. (s.c.)
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