Muore in casa a 54 anni Un’overdose tra le ipotesi
Serramazzoni. Marco Zecca, 54 anni, è stato trovato in cucina da un amico La causa più probabile è un malore in seguito all’assunzione di droghe
SERRAMAZZONI. Trovato morto in casa, a 54 anni. È successo in pieno centro a San Dalmazio (Serra), dove la notizia ha creato un certo subbuglio, anche se si tratta di una persona non molto conosciuta che viveva qui solo da pochi anni, sembra quattro.
Si chiamava Marco Zecca, era originario di Sassari, faceva l’operaio in ceramica e viveva da solo (celibe, con famigliari in Sardegna) al primo piano della villetta al civico 326 di via Piazza, la strada che sale verso la chiesa, praticamente di fronte al ristorante Pie' dei Monti. Sul caso indagano i carabinieri di Serra, e i particolari sono mantenuti in riserbo visto il fascicolo aperto dalla Procura, ma dai primi riscontri sembra che le cose siano andate così.
Zecca domenica sera è rientrato parcheggiando come era solito la sua Peugeot 308 station wagon grigia davanti casa (è ancora lì). Ospitava un amico quella sera, venuto a trovarlo dal Napoletano. La stessa persona che, risvegliandosi lunedì dopo mezzogiorno lo ha trovato in cucina appoggiato a una seggiola, ormai senza vita. Ha dato subito l’allarme, che ha portato sul posto l’Avap di Serra e l’automedica del 118 di Pavullo: sono stati fatti disperati tentativi di rianimazione col defibrillatore, ma poi ci si è dovuti arrendere e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Dopo i rilievi dei carabinieri, le Onoranze Franchini hanno quindi recuperato la salma portandola in Medicina Legale per tutti gli accertamenti. Sicuramente la morte non è stata dovuta a trauma: Zecca non è caduto. È stato un malore, dovuto con tutta probabilità a droga, in base ai primi riscontri medici. Ed è su questo che stanno lavorando i carabinieri, in quello che si profila come un classico caso di overdose (ancora da stabilire nello specifico per quale tipo o mix di sostanze). Il 54enne aveva preso stupefacenti durante la serata, probabilmente si è sentito male a letto e ha provato ad andare in cucina a prendere qualcosa, crollando in maniera fulminante. L’amico pressoché coetaneo è già stato sentito dai carabinieri quale unico testimone dell’accaduto (al piano terra non vive nessuno) e non risulta indagato. Sconcertati dall’accaduto i gestori del ristorante di fronte: «Marco non si vedeva molto in giro in paese, anche perché i suoi orari erano legati a turni in ceramica – spiega Sara Galli – ma passava dal bar per la brioche e il caffè, anche se non parlava molto. Siamo molto colpiti da quel che è successo: anche se lo si conosceva poco pur abitando vicino, era una persona che si vedeva passare tutti i giorni. Un uomo tranquillo, mai dato un problema».
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