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Regione, nuovo Governo ma l’Autonomia resta

Regione, nuovo Governo ma l’Autonomia resta

Positivo faccia a faccia tra il governatore Stefano Bonaccini e il ministro Stefani: «Via libera alla conclusione del percorso. Emilia Romagna più forte e attrattiva»

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Riparte il percorso per l’autonomia dell’Emilia Romagna. E’ un semaforo verde quello che si è acceso ieri, durante il faccia a faccia tra il presidente Stefano Bonaccini e il neoministro agli Affari regionali Erika Stefani.

Nessun pregiudizio per la nostra Regione, unica amministrazione a guida Pd che abbia imboccato la strada dell’autonomia “rafforzata” insieme a Veneto a Lombardia: il primo incontro con il nuovo governo, dopo l’accordo del 28 febbraio con l’ex premier Gentiloni, è andato così bene che Bonaccini spera di portare a casa la maggiore autonomia entro la fine del 2018.

«Entro fine luglio, come ho detto al ministro Stefani - ha spiegato il governatore dopo il faccia a faccia - intendo portare in Assemblea legislativa il documento, da condividere insieme ai gruppi consiliari, che fissi definitivamente le competenze che chiediamo, e che potranno aumentare rispetto alle 12 già individuate, per portarlo all’attenzione del governo». Attraverso l’autonomia rinforzata, fa notare il presidente, «siamo convinti che l’Emilia Romagna abbia la possibilità di continuare a crescere, creare sviluppo e buona occupazione, aumentando l’attrattività della nostra Regione, continuando a potenziare e innovare il welfare e la sanità regionali, aiutando chi ha bisogno. E voglio sottolineare come l’Emilia Romagna sia arrivata fin qui attraverso un percorso ampiamente partecipato fin dall’inizio - incalza Bonaccini - attraverso la condivisione del progetto con tutte le parti sociali, dai sindacati alle imprese, dalle rappresentanze economiche agli enti locali e i territori, dalle università alle associazioni del terzo settore riunite nel patto per il lavoro».

La nostra Regione punta dunque ad avere la gestione diretta, e con risorse certe, di diverse competenze in aree strategiche come politiche per il lavoro, istruzione, sanità, tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, relazioni internazionali e rapporti con la Ue.

Per quanto riguarda la proposta avanzata dal presidente del Veneto Luca Zaia di procedere con una legge per assegnare le deleghe richieste alle Regioni che hanno intrapreso il percorso, Bonaccini taglia corto: «Non mi permetto di indicare una strada o uno strumento piuttosto che un altro - spiega - perché mi aspetto che sia il ministero, fatte le verifiche, a dirci quale può essere il percorso migliore, più breve e inattaccabile dal punto di vista giuridico, per arrivare all’obiettivo. Noi pronti al confronto su qualsiasi strumento: quello che mi interessa – sottolinea - è che in un lavoro comune si arrivi nel migliore tempo minore tempo possibile all’obiettivo». (l.g.)

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