Ristorno per gli abbonati di Modena. Già 660 le richieste a Seta
Sono quasi 6 mila i pendolari di capoluogo e provincia che possono ottenere il rimborso parziale della spesa annuale. È previsto anche per Trenitalia
MODENA. Il popolo dei pendolari è in fermento. La notizia del rimborso per chi ha acquistato l’abbonamento annuale ha scatenato una vera e propria corsa ai siti di Seta e Trenitalia dove ci sono anche i moduli da compilare. Le domande, lo ricordiamo, vanno presentate entro il 30 giugno e sono riservate agli abbonati di 10 comuni: Castelfranco, Novi, S. Possidonio, Spilamberto (con ristorno del 50%); Montefiorino e Palagano (30%),Fanano, Modena, S. Cesario e Savignano (20%) . Finora già 660 utenti modenesi ha chiesto il rimborso, di cui 150 di Modena e 350 di Castelfranco e 165 di Novi.
Ma quanti sono i modenesi interessati? Difficile un calcolo esatto. Con un buon margine di approssimazione si possono calcolare 5-6 mila persone che potrebbero avere il beneficio previsto da una recente legge.
Solo per quanto riguarda i viaggiatori modenesi sui mezzi Seta, che si spostano in autobus o corriera, sono 4 mila. Gli altri arrivano da chi si sposta tra provincia e capoluogo, un migliaio di pendolari circa, e chi usa il trenino Modena-Sassuolo o sale sui convogli di Trenitalia in stazione. Se ipotizziamo un rimborso solamente per tutti i modenesi, nella quasi totalità studenti in autobus, il conto è fatto. Il costo annuale è di 240 euro, il ristorno del 20% equivale a 48 euro e la cifra da pagare entro un mese o due è di 190 mila euro circa.
È solo un ordine di grandezza, ma che fa capire quanto Seta si sia mossa con i piedi di piombo nel diffondere la notizia. Alle prese con pesanti problemi di bilancio, cercando di fare utili in un’azienda in cui prendono fuoco più mezzi che a Roma, l’anticipo di centinaia di migliaia di euro è stato vissuto come un incubo a occhi aperti. E quindi le informazioni in materia sono rimaste confinate nel sito web, dove peraltro sono tuttora, assieme al modulo elettronico da compilare per avere indietro una parte della somma già pagata per l’abbonamento. In alternativa ci si può rivolgere di persona alle biglietterie. I problemi arrivano dai tempi dei rimborsi governativi , il cui ritorno è aleatorio. I Comuni interessati a opere di ricerca o di trivellazione in vista di uno sfruttamento petrolifero del loro territorio ricevono, per così dire, una compensazione simbolica. Come? Con il rimborso per chi viaggia sui mezzi pubblici, ma solo per chi compra un abbonamento annuale. Sono cifre consistenti dove le percentuali, a seconda della fascia in cui si trova il Comune varia da 20 a 30 e al 50%.
Per Novi ad esempio l’abbonamento studenti sino a Modena è di 471 euro ma il ristorno copre la metà della spesa; 235 euro non sono pochi Quello che conta è la residenza: da questo scatta la riduzione che viene rimborsata entro settembre, con accredito nel conto corrente. Lo stesso meccanismo vale per Trenitalia. Per un altro migliaio di modenesi questi sconti restituiti a posteriori sono una benedizione e valgono centinaia di euro all’anno, a cominciare dagli studenti che frequentano le università di Bologna e Reggio. I primi a diffondere la notizia e a gestire l’operazione-rimborso è stato il Comune di Spilamberto, che a inizio anno raccoglie i nomi di tutti i pendolari di Seta e li organizza. La diffusione a Modena è scattata grazie all’informazione dell’assessore alla Mobilità Alessandra Filippi.
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