Carpi, l'addio a Fontana: «Sei stato un combattente e un esempio di coraggio»
Cattedrale piena di amici e parenti per il funerale del 46enne Alberto Fontana Scomparso per una malattia, era impegnato nella beneficenza per la ricerca
CARPI. “Semel scout, semper scout”: in italiano, “scout una volta, scout per sempre”. È il motto latino che ricorda come chiunque abbia pronunciato la promessa scout, lo resterà per sempre. Così è stato anche per Alberto Fontana il cui feretro, ieri, era adornato dai fazzolettoni che per anni lo hanno accompagnato nel suo cammino scout: quello bianco e rosso del gruppo Carpi 1 e verde e bianco del Carpi 2.
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Alberto, 46 anni, responsabile per Ubs dei grandi clienti Emilia Romagna, era conosciutissimo per avere combattuto per oltre sette anni contro la leucemia. Per raccogliere fondi per la ricerca aveva organizzato grandi iniziative. L’ultima, lo scorso 1 giugno. Era apparso affaticato allora, ma nessuno poteva immaginare quanto sarebbe successo di lì a poco. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio in cattedrale, officiati da don Massimo Dotti e da don Luca Baraldi, parroco di San Giuseppe Artigiano.
Il feretro di Alberto è arrivato ai piedi dell’altare trasportato dal fratello Sergio e dagli amici, a braccio. «In questo momento, ci sentiamo anestetizzati da un dolore che non riusciamo a comprendere, che prova duramente - ha affermato don Luca nell’omelia - Speriamo di poterci svegliare e scoprire che è stato solo un sogno. Purtroppo, la partenza di Alberto è un dato reale, da cui però possiamo imparare tanto. Con il suo esempio, infatti, ci ha detto che nella vita non si deve lavorare “contro”, come lui non ha mai fatto, nemmeno contro il male: bisogna invece vivere e lavorare “per” e nonostante le situazioni cattive, le ferite».
Terminato il rito funebre, le lettere degli amici, dei colleghi e dei famigliari, hanno riempito le navate della cattedrale. «Ci hai lasciato da combattente - le parole di un amico - La forza che ti ha sempre contraddistinto ti ha dato il coraggio di terminare quel viaggio fatto solo pochi giorni fa. “Sogno di stare sempre in barca con te, papà”, ti ha detto Tommaso in quell’occasione: e noi vogliamo pensarti sempre a bordo di quella barca».
Forza, voglia di vivere, attitudine nel vedere sempre il meglio: sono stati i ricordi ricorrenti. «Eravamo tutti convinti che fossi invincibile - ha affermato una collega - Sei stato un guerriero». Quello che Alberto Fontana lascia è un grande insegnamento. «Quando sono in difficoltà, penso a te e, allora, spariscono tutti i falsi problemi - il ricordo di un amico - Sei stato un esempio di forza e di tenacia».
Le parole di Sergio Fontana, strozzate dalla commozione, hanno infine ricordato a tutti quanto ancora, nonostante questa battaglia sia stata persa, si possa fare per avere la meglio alla fine della guerra, grazie alle donazioni per la ricerca. Il canto della Madonna degli scout, il canto che accompagna la partenza, ha poi scortato Alberto fuori dalla cattedrale. Semel scout, sempre scout.
Valeria Cammarota
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