Maturità, il tema come “allenamento” Da oggi si fa più dura
La Costituzione si è rivelata la traccia più gettonata Tra i ragazzi la preoccupazione è per le prove tecniche
Maturità 2018, l’avventura è cominciata ieri mattina anche per i 5.642 studenti modenesi. Tante le direzioni possibili offerte dalla prova d’italiano. I giovani potevano solcare le correnti delle leggi razziali con “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani o navigare sulle acque del principio dell’uguaglianza nella Costituzione. Due temi legati a ricorrenze: gli ottant’anni dall’emanazione delle prime, i settanta dall’entrata in vigore della seconda. Quaranta gli anni dal rapimento di Aldo Moro, ricordato con Alcide De Gasperi nella traccia storica sulla cooperazione internazionale. I maturandi potevano orientare la bussola verso l’amore e la solitudine di Alda Merini, incunearsi tra gli scogli bioetici della clonazione o percorrere il legame tra massa e propaganda. I nocchieri modenesi conducono la mini-odissea con lo spirito da avventurieri, il sogno di studiare (e lavorare) ancora in città «perché Modena è piena di lavoro» e il sorriso sulle labbra.
«Il giorno prima non ho studiato», ha confessato Martina Celeghini, maturanda del liceo scientifico Wiligelmo. La studentessa-discobola de La Fratellanza (porterà una tesina sul suo sport) ha affrontato la tesi sulla solitudine. Spera di diventare fisioterapista e s’è preparata «riguardando gli autori, sperando nell’analisi del testo, tenendomi un po’ informata su cronaca e attualità». «La notte prima degli esami si dorme sereni», ha aggiunto il compagno di scuola e di società Marco Donati. Il giovane è «abbastanza tranquillo» per la prova e teme per l’orale, in cui porterà un lavoro sui buchi neri. All’orizzonte non si profila però Astrofisica, ma Ingegneria del veicolo. Stessa scelta per Achille Pannoni, maturando all’istituto tecnico Guarini. «Non dormire prima degli esami è sconsigliato», la ricetta del giovane. Ha optato per la creatività e per la tesina presenterà il modello di progettazione architettonica digitale (Bim), «ma è la terza prova che temo di più». L’edilizia è nel cannocchiale di Nicola Cipolli, maturando del Guarini che presenterà una tesina sull’evoluzione della sedia. Intanto, ha scelto di analizzare l’articolo 3 della Costituzione «perché con gli altri temi non ero tanto pratico». La stessa traccia è stata scelta da moltissimi studenti, tra cui la maturanda dell’istituto d’istruzione superiore Selmi Francesca Gibertoni. «L’avevo già affrontato come tema durante l’anno», il commento della giovane. La prova da lei più temuta è la biologia nella seconda prova di oggi. La discussione sarà sulla figura dell’ostetrica «perché è quello che vorrei fare».
Si vede come dottoressa la compagna Sara Curto, che presenterà una tesina sugli oppioidi, seguite le orme letterarie nel tema. «Non mi aspettavo l’autore, ma mi sono abituata a fare l’analisi del testo», ha assicurato. La prova è stata affrontata con filosofia all’istituto tecnico Guarini. «Ho dormito abbastanza bene», la conferma di Mattia Zazzeri. Ha trattato la Costituzione e affronterà con il “lean thinking” della Toyota l’orale, temuto perché «sei da solo davanti alla commissione». Stessa traccia per Gianluca Corrado, secondo cui è importante indicare «chi si occupa a garantire l’eguaglianza». Nella tesina un sistema per gestire le prenotazioni dell’auditorium della scuola, sviluppato con Francesco Caleffi. Il maturando teme soprattutto «per la terza prova» e ha trattato la clonazione, come Samuele Tacchini e Alessia Ricchi. «Abbiamo fatto anche un corso con la prof di scienze e il professor De Luca», ha commentato lei, aspirante psichiatra. Porterà una tesina su colori e umori, rammaricandosi «di non essere la prima all’orale». «Il futuro di Star Wars non è così lontano», ha ripreso lui, anticipando un sito per la patente europea «da vendere ad altre scuole». I gemelli Petru e Pavel Leon hanno puntato sulla creatività. Il primo esporrà un progetto sui semafori e ha garantito che «la creatività è più importante del metodo»; il secondo porterà una riflessione sull’industria 4.0, ribadendo che «c’è più bisogno di creatività che di forza lavoro».
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