Pd Modena, bilancio in rosso 300mila euro in meno dalle feste del partito
Continua anche il contratto di solidarietà per i dipendenti. Polemica sui mancati versamenti dei parlamentari
MODENA. Trecentomila euro di perdite. Un bilancio sempre più preoccupante e un piano di azioni che va riducendosi. La situazione economica in casa Pd è piuttosto rossa, dove il rosso non è politico ma... liquido. Colpa delle feste del Pd, in assoluto quella provinciale che lo scorso anno non è andata come ci si aspettava. Numeri che sono stati presentati ieri sera alla direzione provinciale del Pd, per l’occasione chiusa alla libera partecipazione per paura che qualche curioso, magari giornalista, potesse ascoltare le questioni di casa Pd.
La situazione è complessa, prima di tutto per la situazione dei dipendenti, che continuano ad essere in solidarietà, ma entro fine anno dovrebbero ridursi per pensionamenti e altri incarichi da 12 a 8.
I trecentomila euro di passivo non fanno altro che complicare la gestione ordinaria, dove ormai ogni piccolo movimento è centellinato: di fatto, non si può muovere nemmeno uno spillo.
La fuga a sinistra di tanti ex sostenitori ha complicato il quadro delle feste e i ricavi sono drasticamente calati. E allo stesso tempo quelle locali non sono riuscite a colmare il disavanzo.
E sempre a proposito di ricavi, uno dei temi più discussi riguarda il versamento dei contributi al partito da parte degli eletti. In regola, ad oggi, sembrano essere solo i consiglieri regionali, in regola con i bonifici, stipendio per stipendio.
Qualche problema in più, come sempre è stato in questi anni, quando si devono monitorare i parlamentari. Si attendono con ansia i versamenti di Giuditta Pini e Matteo Richetti che fino a ieri, stando a quanto è trapelato tra i partecipanti dell’assemblea, non avrebbero ancora versato i contributi dovuti al partito modenese.
Eletti il 4 marzo, si tratterebbe dei primi due stipendi della nuova legislatura, dopo che entrambi gli onorevoli erano in pari con i versamenti perchè altrimenti non avrebbero potuto candidarsi. Su questo tema si sono registrate le polemiche più risentite, ma il Pd provinciale conta di risolvere in fretta la situazione, senza arrivare a dover compilare la lista dei debitori, che a livello nazionale ha visto comparire 60 nomi eccellenti.
Sempre in materia di bilanci complicati, un altro capitolo riguarda le sedi. Il Pd ha deciso che ogni circolo dovrà provvedere al sostentamento in autonomia, affitto dei locali compreso, ma l’assenza anche di un minimo patrimonio immobiliare ovviamente complica le cose. C’è sempre un affitto da pagare, e non sempre ci si riesce con facilità.
Non che la Fondazione Modena 2007, che detiene il 100% del patrimonio della Sim (Società Immobiliare Modenese), navighi in acque eccezionali. Sul sito della Fondazione compare ancora un elenco di circa sessanta immobili, molti dei quali affittati anche al Pd. Ma i conti, anche in questo caso, non tornano.
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