Sassuolo, la città balla con gli storici dj
In “Piazza Piccola” lo show benefico che per la prima volta vede la reunion di chi animava le storiche discoteche
SASSUOLO . È il giorno in cui un sogno diventa realtà, sotto il Campanone di piazza Garibaldi. È la sera nella quale Adriano Calcagnoli, che aveva sognato sul palco di “Piazza Piccola” un gran numero di dj degli anni passati, quei dj ci saranno realmente. Lui, il “sognatore” ci ha aggiunto anche un elemento importante perchè questo avvenisse: la beneficenza (con il ricavato netto che andrà a favore dell'associazione “Il mondo con i miei occhi”, che si occupa di potenziamento cognitivo).
Stasera il programma prevede cena, musica, ballo sotto il palco, fino a tarda notte. Presenteranno Alberto “Pippo” Ansaloni con Andrea Fontana e la musica da brividi sarà offerta da Franco “Tommy” Tomei, Emanuel “Rolly” Manfredini, Mario Torelli, Corrado “Corradino dj” Vacondio, il fratello Fabrizio Vacondio, Andrea Sarti, Simona Gee, Tonino Munari, Gianluca “Gizz” Diazzi.
«È una passione che ci è rimasta dentro – ha detto Rolly Manfredini – ed ho aderito per pochi motivi: per divertirmi, per rinverdire i tempi andati, per lo scopo benefico di Adriano. Sassuolo ha già risposto con centinaia di prenotazioni ai ristoranti e credo che questo sia un primo risultato positivo. Il resto verrà durante la serata».
Gente che si diletta ancora oggi con qualche “amarcord” in giro per i pochi locali attivi del territorio sassolese. Uno di questi è Andrea Sarti, oggi direttore dello Sporting di Sassuolo. «Ho risposto presente all'idea di Calcagnoli per “disco remember” - dice Sarti – percè c'è di mezzo la beneficenza per l’amica Barbara Albertini e la sua associazione “Il mondo con i miei occhi” e quindi sono molto contento di partecipare, di fare un evento unico proprio nella nostra piazza, la piazza della nostra città».
Tra chi è attivo un bel po' c'è Corrado Vacondio, ancora oggi ai vertici anche come produttore musicale. «Diciamo che questa serata è soprattutto beneficenza ma anche una bella iniziativa – dice Corradino Dj - e quindi ci teniamo un po’ tutti quanti proprio per questo motivo qua, senza stare a spiegare tutto il mio passato o quello che è statoe quello che faccio ancora nella vita, sempre in questo settore».
«Fin da piccoli io e mio fratello avevamo questa passione – aggiunge Fabrizio Vacondio, fratello di Corrado – ed ho iniziato seguendo un amico, così ridendo e scherzando, poi a fine anni 80 ho cominciato con una certa assiduità. Tutt’ora sono nel giro della movida dei dischi in vinile del commercio e del collezionismo, faccio mostre in giro per l’Italia, Europa: non mollerò mai».
I sassolesi nono si sono mai fatto mancare nulla. Ed allora ecco Simona Giacobazzi diventare “Simona Gee” ed essere una tra le poche figure femminili di quei tempi alla consolle. «Sono molto orgogliosa di essere l’unica donna, insomma, a rappresentare i dj della zona di Sassuolo e poi per questa serata che è molto importante soprattutto perché è di beneficenza - aggiunge - per aiutare dei bimbi con dei problemi e un po’ anche per radunare tutta la gente che ha vissuto le discoteche all’epoca d’oro della disco. Insomma siamo tutti carichi, per ballare insieme i successi più belli di quegli anni».
Altro grande ex, Mario Torelli, rimasto nel settore con un negozio di musica. «Ho un negozio da tantissimi anni – annuisce – ed è ancora aperto e quindi sono molto contento. Oltretutto sono diventato una realtà a livello nazionale con “Mondo Musica”. Salire sul palco mi gratificherà moltissimo e mi auguro vi sia tanta gente che ha ballato con noi in quegli anni ma spero anche tanti giovani».
Paragoni irriguardosi tra le discoteche di allora e quelle di oggi?
«È tutto diverso – spiega Tonino Munari – perchè una volta c’era una preparazione. Una volta c’era un divertimento. Una volta c’era una carica fortissima. Oggi sembra che sia tutto organizzato, preimpostato e però se la gente si diverte così ben venga il divertimento. In discoteca si andava per stare insieme agli amici, per trovare le fidanzatine, per conoscere tante persone e in più c’era la musica che ci aiutava, specialmente quando c’erano i lenti, che adesso non esistono più».
Chiudiamo con Tommy, Franco Tomei, che torna grazie allo scopo della serata.
«Sono passati quarant’anni, quarantatré per la precisione – dice - da quando ho iniziato, quindi è chiaro che la voglia c’è, la passione c’è perché poi alla fine non è mai morta. Questa cosa non l’avrei mai fatta, perché non mi sembra nemmeno il caso, cioè arrivi ad un certo punto in cui dici “ok, mi ritiro, sto lì di dietro, fine”, perché finché hai il fisico, finché hai l’età, finché hai tutto, ci sta tutto, appena Adriano mi ha parlato e spiegato il fine benefico. E allora ho detto subito di sì senza nemmeno pensarci due volte».
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