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«Villino Liberty? Che errore...»

«Villino Liberty? Che errore...»

Nonantola. Il circolo Legambiente “Il Ponte” critica la demolizione: «Si tutelino i beni culturali minori»

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NONANTOLA. Come noto il villino liberty di via Provinciale Est è stato abbattuto. La demolizione è avvenuta nel pieno rispetto normativo ma ha lasciato strascichi di contrappunto, come quelli sollevati da circolo Legambiente “Il Ponte”.

«Siamo consapevoli che l'azione amministrativa non debba ingabbiare lo sviluppo di Nonantola, ma crediamo che non tutelare i beni culturali minori sia una scelta sbagliata che avvantaggia i singoli a danno della collettività. Per questo invitiamo il sindaco e l’amministrazione a riconsiderare uno strumento efficace di tutela dei beni culturali minori prima che sia troppo tardi».

In realtà, alle prime proteste, il sindaco Nannetti era intervenuta sulla vicenda: «Si tratta di un privato che aveva tutte le carte in regola per farlo. Si tratta di una vecchia concessione sul suo lotto e lui l’ha portata a termine e non c’entrano piano regolatore o nuova legge urbanistica regionale. Nel 2011 il governo Berlusconi fece una normativa che prevedeva di aumentare la capacità edificatoria e a Nonantola per tutelare il patrimonio si decise di stilare una graduatoria di cento edifici di pregio. L’iter amministrativo non si è mai concluso e venne interrotto, anche a causa del sisma del 2012». Il punto che Legambiente lamenta è il decadimento della variante al piano regolatore. «La precedente amministrazione aveva classificato il villino come bene culturale minore meritevole di tutela per il valore testimoniale oltre la cerchia delle antiche mura. La tutela era stata proposta con apposita variante al Prg e consentiva ai proprietari di disporre degli immobili senza snaturarne la fisionomia, riconoscendone il valore per il paesaggio, quindi per la collettività. Con il cambio di amministrazione si è creata un’interruzione dell’azione di tutela. Di fatto, la variante al Prg è stata lasciata decadere, azzerando le deliberazioni del precedente Consiglio. È stato proprio l'iter di richiesta di abbattimento del villino a far emergere la mancata approvazione della Variante, che ora espone decine di edifici circostanti il centro storico al rischio concreto di stravolgimento».

Patrizia Cantusci

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