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Crollo al Policlinico: l’AeC di Zaccarelli è pronta a ricostruire

di Carlo Gregori
Crollo al Policlinico: l’AeC di Zaccarelli è pronta a ricostruire

La proposta avanzata ieri al giudice durante il processo Policlinico e Ausl: stima danni per 4 milioni e 300 mila euro

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Al processo per il crollo della palazzina Ex Diagnosi e Cura dentro il Policlinico ieri mattina, nel corso del processo, è stata avanzata una serie di proposte incrociate tra le parti alla ricerca di un accordo. Proposte importanti, anche a livello finanziario, che ora saranno valutate dalle controparti in attesa della prossima udienza, il 15 novembre, durante la quale si tireranno le somme delle valutazioni davanti al giudice De Padua.

Il caso risale all’aprile 2013, quando l’edificio ormai completamente abbandonato e al centro di lavori che dovevano portare alla ristrutturazione improvvisamente crollò mentre due inservienti delle pulizie stavano lavorando nella parte interrata, evitando di essere travolte e uccise dalle macerie.

Il crollo non fu causale o determinato da fattori di semplice deterioramento della struttura. Al centro della successiva indagine compiuta dalla Procura vennero indagati la ditta edile AeC di Mirandola di William Zaccarelli, l’architetto dell’Ausl Alba Basoli e l’ingegnere responsabile per i lavori e la sicurezza Giancarlo Guidotti. (La palazzina era infatti dentro l’area del Policlinico ma era in uso all’Ausl). Il rapporto del consulente della Procura, il professor Tomaso Trombetti, arrivò alle conclusione che il crollo fu conseguente a modalità non corrette nella demolizione rispetto ai piani di sicurezza stabiliti per il cantiere. Di qui le richieste, poi accolte dal gip, di rinviare a giudizio gli indagati (tre indagati minori furono prosciolti).

Va aggiunto che il crollo in sé non ha compromesso le attività sanitarie: i malati psichiatrici in cura erano già stati assegnati alla struttura gemella di Baggiovara e tuttora il servizio si trova lì. Resta però il danno causato dal presunto crollo colposo ora al centro del processo in corso.

Del caso giudiziario non si è più parlato per molto tempo. In questi anni però sono state svolte alcune attività importanti presentate ieri al giudice. Il Policlinico ha chiesto una valutazione della palazzina crollata all’Agenzia delle Entrate. La risposta è stata che l’edificio valeva 4 milioni di euro. Una perizia è stata eseguita anche dall’Ausl come fruitrice di quell’edificio: il danno per mancato uso è di 200mila euro. Questo per quanto riguarda le parti civili. Per quanto riguarda invece la AeC, la proposta avanzata ieri alle controparti prevede l’impegno per la ricostruzione della palazzina al grezzo ripristinandola com’era prima del crollo con costi stimati in 120mila euro.

Come si vede, si tratta di passi importanti verso una ricomposizione e la chiusura di questa brutta vicenda. Anche se le proposte avanzate sono nettamente lontane e divergenti, l’impegno preso ieri è di valutarle con attenzione e dare una risposta al giudice per l’udienza di novembre. In quel caso il giudice potrebbe anche indicare quale è secondo lui la proposta adeguata.

Sempre nel corso dell’udienza di ieri uno degli imputati, l’ingegner Guidotti, ha offerto 30mila euro a titolo di risarcimento.

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