Modena. «Il Cavallo? È tardi, venduto alla Florim»
Il gallerista Mazzoli: «Mi spiace, ma ho concesso fin troppe proroghe... Lo ha acquistato l’imprenditore Claudio Lucchese»
MODENA. Colpo di scena, il cavallo del maestro della Transavanguardia Mimmo Paladino è stato venduto e si sposterà a Fiorano. Il fortunato nuovo proprietario dell’opera nata su commissione del gallerista Emilio Mazzoli - dal settembre 2015 collocata al fianco dell’ex Manifattura Tabacchi di Modena - è infatti Claudio Lucchese patron di Florim ceramiche. Il proprietario della nota azienda modenese, leader mondiale nella" produzione di gres porcellanato, avrebbe già deciso la collocazione: il cortile della propria sede principale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16981682:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/06/20/news/modena-gruppo-pd-referendum-e-raccolta-fondi-per-comprare-il-cavallo-di-paladino-1.16981682]]
A rivelarlo è Mazzoli stesso - uno dei più noti galleristi al mondo, il primo a esporre in Europa Basquiat e “inventore con Achille Bonito Oliva della Transavanguardia - che abbatte il castello di carte relativo a una supposta colletta che doveva partire in queste ore per acquistare l’opera. «Non ne posso davvero più - spiega Emilio Mazzoli - perché mi hanno esasperato, quasi avessi io delle colpe relativamente a questa opera straordinaria nata su commissione appositamente per Modena. È partita una raccolta fondi? Ma i buoi ormai sono scappati e io ho anche scritto due lettere perché oltretutto ci ho rimesso del denaro. Alla fine, infatti, l’opera ho dovuto venderla a prezzo di costo anche al nuovo proprietario che ha fatto un vero affare. Non potevo certo regalare l’opera, io lavoro da una vita, evidentemente non interessava il lavoro che potevamo fare con l’amico fraterno Paladino con cui progettavamo anche un libro».
Mazzoli racconta alcuni “dietro le quinte” che, lasciano perplessi circa parole recentissi di esponenti della politica cittadina. Ma forse si è trattato solo di problemi di comunicazione tra i vari protagonisti della lunga vicenda dall’incredibile equivoco.
«Il sindaco è venuto a casa mia e sa tutto - continua Mazzoli - inutile continuare così, visto che ci siamo anche incontrati. Quando sono venuti da me nel gennaio scorso hanno insistito moltissimo e anche il vicesindaco Cavazza di recente l’ho fatto. Ho concesso quest’ultimo comodato fino a fine luglio, ma appunto ora il proprietario di questo importante lavoro è un altro». Tutto ciò manda dunque in soffitta la proposta Pd di indire un referendum o fare una colletta per raccogliere i denari necessari per acquistare il cavallo. La strada intrapresa - con il benestare del Comune che comunque non avrebbe partecipato - era appunto la raccolta fondi, quello che in gergo è il crowdfunding e sarebbe forse servita ad assicurare un futuro “pubblico” per l’opera nata per la piazzetta dell’ex Manifattura nel 2015 in occasione della mostra “Manichino della storia”.
«Il gallerista Mazzoli è stato molto generoso - spiegavaieri il vicesindaco Gianpietro Cavazza - a lasciare tre anni la sua scultura in questa piazza dove del resto sta molto bene. Credo che questo sia il parere di tutti. L’idea della raccolta fondi è nata la settimana scorsa a un incontro economico e per questo abbiamo pensato di favorire un crowdfunding attraverso una piattaforma internet». Se il Pd proponeva la Lega dissentiva sulla qualità del Paladino.«Siamo contrari a un referendum o a collette per il Cavallo - diceva ieri l’esponente Lega Stefano Soranna - perché i consiglieri Pd ignorano che l’opera non è un pezzo unico. Questo tiramolla pare infinito: se Mazzoli, non vuole donare il cavallo inutile insistere o trovare soluzioni improbabili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
