La città dedica un giorno al ricordo di don Magnani
Trent’anni fa la scomparsa di una delle figure più importanti della storia locale L’oratorio Don Bosco ospiterà domani una serie di eventi con monsignor Monari
Sarà un'edizione speciale, quella che inizia oggi e si chiude domenica, della “Guazza dell'oratorio Don Bosco”. La parrocchia di San Giorgio, infatti, nel trentennale dalla morte di don Ercole Magnani (avvenuta nell'agosto del 1988) ha deciso di anticiparne il ricordo con un evento che si terrà domani, pomeriggio e sera, nel locali dell'Odb. Il programma prevede alle 17 un incontro con monsignor Luciano Monari sul tema “Don Ercole e l'Odb”; alle 18.30 seguirà la celebrazione della messa ed alle 19 la cena. Ecco come presenta l'evento don Giovanni Rossi, parroco dell'Unità pastorale Sassuolo centro. «Don Ercole Magnani - è stata la figura più importante del clero sassolese - spiega il sacerdote - e possiamo ben dirlo, per tutto quello che ha fatto, per il modo col quale ha saputo accogliere le persone, per il modo col quale lui si è sempre dato da fare, soprattutto per le persone più bisognose, per i piccoli, per i poveri, per tutte queste generazioni di persone che negli anni ’60-’70 incominciavano a venire su a Sassuolo se non sbaglio, e quindi cominciavano ad avere sempre più bisogno di trovare delle comunità accoglienti, di avere posti di accoglienza, di lavoro, posti letto, insomma quindi tutto un insieme di realtà che di fatto hanno reso don Ercole una persona veramente molto importante, molto significativa per tutta la cittadinanza sassolese, e quest’anno ricorrendo appunto il trentesimo anniversario della morte abbiamo pensato bene di volerlo commemorare proprio all’interno della Guazza di San Giovanni che è uno dei momenti più importanti della vita della comunità di San Giorgio e direi quasi di tutta la comunità sassolese. Ci sarà un suo ex ragazzo d’oratorio, vale a dire don monsignor Luciano Monari, il vescovo emerito di Brescia, che dal settembre dello scorso anno, avendo dato le dimissioni, è venuto ad abitare proprio qui nella sua Sassuolo, e monsignor Luciano Monari lo ricorderà proprio nel rapporto con l’oratorio». Che cosa vuol dire fare memoria di un personaggio che veramente aveva dato tanto alla comunità e che è morto prima di compiere 60 anni?
«La Chiesa è fatta dai pastori - conclude don Giovanni - e don Ercole, don Alfonsino Ugolini, attualmente don Romano, adesso anche io un po' indegnamente ecco, i vescovi, siamo persone che cercano di spezzare il pane del Vangelo, di tradurlo in scelte concrete ma soprattutto di fare in modo che questa carità sia una carità vissuta, che sappia rispondere a quelle che sono le esigenze e quelle che sono le emergenze che via via vengono a galla, che emergono sempre di più, e come tali appunto hanno bisogno di risposte sempre più articolate e soprattutto sempre calibrate. Credo che davvero don Ercole abbia avuto questa intuizione di saper rispondere alle necessità, prima con i meridionali che venivano per cercare lavoro, poi i polacchi, poi i vietnamiti, poi tutte le altre etnie venute a cercare miglior vita nella nostra comunità».
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