Pd, il bilancio più difficile di sempre
I tesseramenti calano da 137mila a 113mila euro, la festa provinciale per la prima volta in passivo
Il giorno dopo la direzione provinciale di giovedì sera, per il Pd è il momento della conta dei danni.
È passata una tempesta, per certi versi attesa, ma ad esempio non si pensava che sarebbe servita la chiamata a casa dei componenti dell’assemblea per raggiungere il numero legale in una serata così importante.
Bilancio, di questi tempi per il Pd, significa sopravvivenza.
E sopravvivenza, per un partito in forte crisi, significa fare politica. Per questo, nella serata dove il segretario provinciale Davide Fava doveva presentare una strategia, la cosa che maggiormente è stata evidenziata è stata l’assenza di politica. In modo virtuoso, ad esempio, lo ha sottolineato l’assessore Giulio Guerzoni, puntando l’attenzione sul punto di bilancio più carente, le entrate, augurandosi che una nuova attività politica del partito, senza dare responsabilità a livello locale, possa trovare maggiore consenso. E quindi un numero più alto di tesserati che nel 2016 valevano 137mila euro e lo scorso anno sono scese a 113mila.
Quali fossero le entrate che mancano, lo si era già evidenziato ieri. Feste di partito da una parte e i versamenti degli eletti dall’altra, che sono in calo rispetto al passato per evidenti ragioni numeriche, date dal risultato negativo alle urne.
La domanda più incisiva fatta in direzione è stata posta almeno in un paio di occasioni, chiedendo il motivo del flop della festa dello scorso anno se è vero che le singole gestioni dei ristoranti hanno chiuso in attivo.
Troppi chiarimenti non ne sono arrivati, ma stando alle slide che sono state proposte ai presenti (sempre troppo pochi, almeno fino al momento dell’interrogazione) per la prima volta nella storia del Pd, la festa provinciale ha chiuso il bilancio in negativo, con una perdita di 23mila euro.
Quando ai trecentomila euro che mancano nelle casse del Pd, sul come fare a ripianare le casse del partito non sono arrivate troppe idee e c’è preoccupazione se l’unica ancora di salvezza sembra davvero essere ancora una volta la festa provinciale di settembre. Se per tre week end pioverà come lo scorso anno, il bilancio sarà ancora una volta in salita, ancora più ripida di oggi.
La situazione è ovviamente seria, al punto che il segretario Fava ha deciso di istituire una sorta di comitato di controllo sulla gestione economica. Non un commissariamento, ci mancherebbe, ma piuttosto lo sgravare da una singola persona le responsabilità di bilancio in un momento così delicato. Per questo serve condivisione, ma ancora non si sa da chi sarà composto questo comitato di tesoreria.
Davide Berti
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