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«Seta, così non va: ora si volta pagina»

di Davide Berti
«Seta, così non va: ora si volta pagina»

Tutti i partiti critici, con diverse sfumature, sulla gestione. Due priorità: affidabilità dei mezzi e trattativa con i dipendenti

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Ci voleva un consiglio comunale per dire che così non va. Ci voleva un consiglio comunale per dire che la gestione, fino ad oggi, non è stata all’altezza dell’importanza che l’azienda riveste sul territorio. Ci voleva un consiglio comunale per dire che gli autobus più vecchi non possono stare nel bacino dove si fanno più chilometri. Ci voleva un consiglio comunale per dire che la trattativa coi lavoratori non può essere condotta come fatto fino ad ora.

Cambio di marcia. Bene, guardando il bicchiere mezzo pieno, a sei mesi dal primo incendio e da una lunga serie di disservizi, l’ultimo dei quali pochi giorni fa con l’ennesimo autobus in panne, almeno è stata l’occasione perché tutti - sfumatura politica più, sfumatura politica meno - lo dicessero chiaramente.

Seta va cambiata, e lo hanno detto i partiti che compongono il consiglio comunale davanti alle rappresentanze sindacali che hanno voluto ascoltare dal vivo oltre tre ore di discussione sulla loro azienda, l’azienda di trasporti dei modenesi.

I lavoratori. La mozione di Art.1 – Mdp – Per me Modena chiede in particolare all’Amministrazione di agevolare la trattativa tra Seta, sindacati e lavoratori ponendosi l’obiettivo del raggiungimento di un accordo condiviso possibilmente entro la fine dell’anno e comunque in un tempo molto breve. Invita inoltre a confrontarsi con la Regione Emilia-Romagna, per chiedere un riequilibrio del fondo Tpl regionale riconosciuto ai territori provinciali serviti da Seta (Modena-Reggio Emilia-Parma), «molto penalizzante se raffrontato, ad esempio, con quanto riconosciuto a Bologna o a Parma». Chiede inoltre a coinvolgere anche i parlamentari emiliano romagnoli per ottenere incrementi economici da destinare ai fondi del trasporto pubblico e a sollecitare Seta «affinché s’impegni a redigere una pianificazione degli investimenti finalizzata al rinnovo dei mezzi con bus ecologici, ad un razionale piano di incremento delle risorse umane e del circuito dei punti vendita dei biglietti multi corse».

Il rinnovo. La mozione del Pd, in particolare, chiede di «promuovere ogni azione volta a determinare dal prossimo anno 2018 una prima correzione e in termini più definiti, per gli anni successivi, nuovi riparti da assicurare tramite il prossimo Atto di indirizzo e coordinamento dell’Assemblea legislativa, per il riparto dei finanziamenti per i servizi di trasporto pubblico locale».

Il documento domanda, tra l’altro, di «fare quanto possibile, in qualità di socio di Seta per allentare le tensioni tra vertici aziendali e rappresentanze sindacali», di sollecitare «risposte chiare ed esaustive sugli episodi che hanno visto incendiarsi diversi automezzi nel bacino modenese e a pretendere un piano di miglioramento per evitare che certi episodi possano ripetersi», di sostenere l’Azienda nella richiesta di fondi per l’adeguamento del parco automezzi e di verificare insieme alla stessa e ad Amo come intervenire per migliorare l’attuale piano.

Il nuovo patto. Intanto si è deciso che verrà rinnovato il patto tra i soci pubblici modenesi di Seta il quale prevede un meccanismo di concerto e condivisione per le nomine che, in base allo Statuto della società per il trasporto pubblico locale, spettano agli enti pubblici del territorio i quali rappresentano circa il 25 per cento degli azionisti della spa. In particolare, si tratta della nomina diretta del presidente del consiglio di amministrazione e di un sindaco supplente del collegio sindacale. Nell’assemblea dello scorso 28 maggio gli incarichi non sono stati rinnovati, semplicemente prorogati in attesa delle nomine.

Chi conta. Il consiglio comunale di ieri ha approvato la nuova convenzione con il voto a favore di Pd, Art.1 – Mdp – Per me Modena, M5s e CambiaModena, astenuti FI e Lega Nord. Lo stesso provvedimento, che prevede gli strumenti per garantire un’adeguata rappresentanza anche ai soci minori dell’area modenese, in questi giorni è in discussione in tutti i Consigli comunali della provincia.

Si tratta di un rinnovo dello stesso Patto siglato nel 2011 in base al quale le decisioni vengono assunte in un’assemblea di coordinamento tra tutti gli enti locali; è poi il presidente della Provincia, previa intesa con i Comuni del territorio, a manifestarle agli organi della società.

Il Comune di Modena possiede l’11 per cento delle azioni di Seta, la Provincia circa il 7 per cento. La quota rimanente intorno al 7 per cento è suddivisa tra gli altri 46 Comuni del territorio provinciale. Che mai come in questo periodo di crisi in Seta vorrebbero davvero dire la loro. Ma il nome del prossimo presidente spetta a Muzzarelli. Tempo qualche giorno, sperando che riesca a fare meglio di Vanni Bulgarelli.



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