Modena. Stop al nuovo Gigetto, l’Alfa 2 è rientrato ai box
Il convoglio appena comprato per la Modena-Sassuolo rispedito a Bologna L’apertura troppo lenta delle porte causava ritardi. Proteste dei pendolari
MODENA. Nove giorni. Tanto è durata la prima vita del Firema Etr243 “Alfa 2” sulla linea Modena-Sassuolo. Il treno è rientrato a Bologna e al momento non si sa quando potrà tornare a percorrere le orme di Gigetto.
L’Alfa 2 è stato acquistato da Tper (Trasporti pubblici Emilia Romagna) per rinverdire la flotta dei convogli che ogni giorno coprono la linea provinciale che collega il capoluogo con il Distretto ceramico. Era un treno attesissimo dai pendolari, costretti, fatta eccezione per il nuovo Etr, a viaggiare su mezzi non proprio moderni e poco confortevoli, per usare un eufemismo. Ma la magia dell’Alfa 2 è durata meno di due settimane e da ieri non ve ne è più traccia, senza che la Regione abbia informato i viaggiatori sulla misteriosa sparizione del nuovo treno. A indurre i vertici di Tper a far rientrare a Bologna l’Alfa 2 sarebbe il ritardo che il convoglio accumulava ogni corsa: circa 10 minuti. Questo perché il sistema di apertura porte è più lento rispetto agli altri mezzi, un fattore che non era stato calcolato ma che era diventato evidente visto il mancato rispetto della tabella oraria. Allora meglio affidarsi all’Etr e al classico “Gigetto” in attesa di risolvere la situazione e magari riproporre l’Alfa 2 in versione... 2.0, con un’apertura porte più adeguata. Sempre che l’operazione sia possibile. Un brutto colpo per Tper, che proprio nei giorni dell’immissione nella flotta del treno, aveva annunciato che un secondo Alfa 2 avrebbe coperto la tratta Modena-Sassuolo a partire da settembre.
È l’apertura della scuola l’ultimatum da rispettare, quando si aprirà il periodo di maggiore frequenza della tratta. La speranza dei pendolari è che, anche se l’estate dovesse proseguire senza nuovi treni, almeno da settembre la situazione si normalizzi.
Ma parlare di normalizzazione quando l’argomento è Gigetto pare un’utopia. I problemi si presentano con regolarità quasi scientifica. I guasti, il blocco delle sbarre dei passaggi a livello, i difetti strutturali: disagi che spesso non toccano solo i pendolari, ma anche gli automobilisti che si ritrovano in coda.
E visti i continui problemi, tornano d’attualità la proposta fatta mesi fa dal sindaco di Formigine, Maria Costi: «L’idea migliore sarebbe realizzare una metropolitana di superficie. Perché? Perché ha norme completamente differenti dalle ferrovie, come ad esempio chiusura dei passaggi a livello per soli 10 secondi. Costa 100 milioni di euro, ma è una scelta che non dipende dai sindaci e reperire i fondi europei non è semplice».
Proposta che non piace in Regione. Ma se significasse avere un trasporto efficiente e moderno, in grado di tagliare in maniera drastica l’inquinamento atmosferico, il gioco non varrebbe la candela?
E a proposito di cerini, quelli rimangono sempre in mano agli stessi. I pendolari. (gib)
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