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Bedostri, addio ai maneggi «Non si poteva continuare»

Bedostri, addio ai maneggi «Non si poteva continuare»

Sestola. La moglie dispiaciuta: «Da sola era impossibile proseguire i suoi progetti Ho sistemato cavalli e ragazzi, ma il ricordo di mio marito rimarrà sul nostro sito»

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SESTOLA . La morte di Tiziano Bedostri segna la fine anche delle attività che portava avanti con i suoi adorati cavalli. A un mese dal tragico schianto sull'Estense a San Dalmazio, il 12 giugno sono partiti gli ultimi cavalli, e sua moglie Piera ha chiuso il maneggio di Sestola. Stop anche ai progetti su quello di Polinago, che doveva essere ripreso a settembre. È stata lei stessa a dare comunicazione dell’epilogo in una toccante lettera sul sito del Gruppo Attacchi (www.gruppoattacchivda.it), l’associazione a cui il 61enne, guida equestre e istruttore di livello nazionale, aveva dato vita per promuovere turismo sostenibile.

«Tiziano era motore e anima del maneggio» scrive Piera, che da sola (i figli Irene e Giorgio lavorano in altro ambito) non poteva continuare. Gli otto cavalli e i due pony sono stati tutti ricollocati in ottime posizioni «da individui responsabili e che li amano, sistemati in luoghi condivisi anche da Tiziano». Così è stato anche per Betty, la cavallina doppia pony di Bedostri, che l’aveva recuperata da un cattivo addestramento: è stata portata a Gaggio di Castelfranco. Un cavallo è tornato fino in Val d’Aosta, in un luogo stupendo. Ma tutti staranno bene. Sistemato anche il cane Gastone: l’ha preso la ragazza di Sestola che accudiva i box.

«Già dai primi giorni - spiega Piera - ho dovuto affrontare la grande eredità morale lasciata da Tiziano come avrebbe fatto lui, con senso di responsabilità, ed è emersa la necessità di svuotare le persone da ansie e paure nate da quel senso di abbandono che pervade tutti noi in forme diverse».

Abbandono relativo anche ai progetti di sviluppo turistico che per anni lui ha cercato di portare avanti, trovando gli sponsor ma non adeguato supporto istituzionale. Vedi quello di sentieristica georeferenziata tra i luoghi più belli dell’Appennino, mai decollato nonostante tutto il lavoro preparatorio. Nel porre termine a tutto, si è pensato anche ai ragazzi della scuola d’equitazione, che Tiziano aveva preparato per tutto l’inverno: sono stati affidati a una scuderia da lui molto stimata, che li condurrà alle prime gare. E così sono stati reindirizzati i clienti dei grandi viaggi. Chiudere è stato molto doloroso, pensando che dalla Valle d’Aosta a Polinago (dove erano arrivati l’8 gennaio 2008) e Sestola «abbiamo lavorato come muli, bonificando letteralmente i territori, ripulendo, verniciando, facendo manutenzioni, organizzando e strutturando maneggi sobri e di facile fruizione, ma soprattutto portando della buona equitazione».

Il sito online però non chiuderà: Piera lo vuole usare anche per divulgare i due libri incompiuti e altri scritti di Tiziano: il suo pc è andato distrutto, ma si sono salvati i dati. «Non butterò via una vita di lavoro: piano piano divulgherò il lascito di Tiziano» promette.

Raggiunta al telefono, fa una riflessione anche all’indirizzo del 19enne che ha causato l’incidente: «Mi auguro che rifletta sull'accaduto - dice - che sembra causato da un momento di sonno e quindi di non coscienza. Ma poteva fermarsi, se era stanco. In società siamo tutti legati, e in funzione di questo non possiamo permetterci dei momenti di non coscienza. Perché siamo responsabili gli uni degli altri».

Daniele Montanari

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