Dehors in centro storico Si riaccende la polemica
Il Consiglio comunale approva le nuove prescrizioni e introduce modifiche Spazi davanti ad altre attività a distanza di 2 metri e arredi sotto gli 80 centimetri
Si riaccende la polemica sui dehors in centro. La questione si riapre dopo che lo scorso anno i clienti del bar “Le macine”, all’angolo tra piazza Martiri e corso Fanti, avevano indetto una raccolta di firme per consentire l’occupazione degli spazi esterni all’esercizio con tavolini e sedie. Una decisione alla quale si erano opposti fermamente gli esercizi vicini al bar, tra cui la Farmacia Assunta, la cui titolare, Anna Roncadi, giovedì sera, era presente in Consiglio comunale per assistere al dibattito sul nuovo regolamento dei dehors.
«Sono contraria alla possibilità che il dehors del bar vicino alla farmacia possa estendersi anche davanti alla mia attività» ha affermato Anna Roncadi, seduta tra il pubblico. E, al di là del caso specifico, è stato proprio sui dettagli delle regole che dovrà osservare chi allestirà i dehors che si è sviluppata buona parte della discussione.
Il regolamento si riferisce non solo ai bar ma agli alimentari e ai pubblici esercizi. Gli animi si sono accesi di fronte alla possibilità o meno di allestire il proprio dehors di fronte a un’altra attività. Tra le novità più significative, le nuove norme impongono che divisorie e arredi non siano superiori a 80 centimetri. I consiglieri di opposizione, tra i quali Cristian Rostovi, Monica Medici e Roberto Benatti, hanno espresso disappunto per il fatto che il limite dell’altezza della divisoria è sì stabilito, ma questo non regolamenta l’altezza delle coperture o di altri oggetti ingombranti. La versione finale ha raggiunto l’unanimità dei consensi, dopo due emendamenti.
«Quando si “sconfina” devono esserci almeno due metri di corridoio liberamente fruibile» spiega il vicesindaco Simone Morelli. Oltre a questo, il regolamento finale prevede che gli spazi del dehors di fronte ad altre attività economiche o a ingressi di abitazioni possano realizzarsi “solo in possesso di atto d’assenso formalizzato per iscritto da parte del proprietario dei locali adiacenti le occupazioni”. Questo se gli arredi e le divisorie sono sotto gli 80 centimetri.
«Abbiamo cercato di realizzare le richieste di chi vorrebbe vedere più sedie sul rialzato della piazza. In piazza Martiri, inoltre, porteremo le stesse sedie che arredano i giardini del teatro. Se ai commercianti non danno fastidio le panchine, infatti, non vedo perché dovranno essere infastiditi dalle sedie».
Serena Arbizzi
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